PICCOLE SUORE MISSIONARIE DELLA CARITÁ - DON ORIONE
29 Luglio 10

 

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Proyecto Formativo

 


DOCUMENTI DEL MOVIMENTO LAICALE ORIONINO

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CARTA DI COMUNIONE DEL MOVIMENTO LAICALE ORIONINO

I.  IDENTITA’
II. VALORI ISPIRATIVI
III. FORMAZIONE
IV. MISSIONE
V. ORGANIZZAZIONE


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PREGHIERA DEL MOVIMENTO LAICALE ORIONINO

Signore Dio, Padre buono,
Tu hai voluto che nella missione di Cristo tuo Figlio
uomini e donne collaborassero
all’edificazione del tuo Regno.
Infondi in noi il tuo Spirito Santo
perché, ascoltando il grido “Anime e anime!” di Don Orione,
viviamo secondo il suo esempio
la Carità che unifica a Cristo e alla Chiesa.
Guida nella tua amicizia noi laici orionini
affinché diveniamo strumenti della tua Divina Provvidenza
verso i fratelli più poveri.
Maria, Madre di Dio e Madre nostra,
benedici e rafforza la nostra vocazione laicale
per poter "Instaurare omnia in Christo" tuo Figlio,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.


I. IDENTITÀ

«Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.
Gli rispose Gesú: “Da tanto tempo sono con voi
e tu non mi hai conosciuto, Filippo?
Chi ha visto me ha visto il Padre”»
(Gv. 14, 8-9)

1. Nome e identità

Il Movimento Laicale Orionino (MLO) è la aggregazione di laici in cammino di comunione ecclesiale che, associati o non, vivono il carisma di Don Orione nelle loro particolari situazioni e stati di vita e condividono con la Famiglia orionina la missione di “Instaurare omnia in Cristo” (Ef 1, 10).

2. Membri

Sono membri del MLO tutti quei laici appartenenti o no ad associazioni orionine che, radicati nel Vangelo, desiderano vivere e trasmettere il carisma di Don Orione nel mondo, in comunione con la Famiglia orionina, con l’impegno di crescere nell’esercizio della “carità che tutto ristora, tutto edifica, tutto unifica in Cristo e nella sua Chiesa”.

3. Fine specifico

In sintonia con il progetto di Don Orione di “rinnovare e unificare in Gesù Cristo l’uomo e la società, portando alla Chiesa e al Papa il cuore dei piccoli, dei poveri e delle classi operaie”, il fine specifico del MLO è favorire l’irradiazione spirituale della Famiglia orionina al di là delle frontiere visibili della Piccola Opera, approfondendone i tratti carismatici per una sempre più efficace attuazione della sua specifica missione nella Chiesa e nel mondo. Tale fine si realizza in particolare con l’accompagnare, l’animare e il formare al carisma i membri, rispettando la storia e le forme di partecipazione di ognuno.

4. Le origini

Il Movimento prende le origini da Don Orione il quale, durante tutta la sua vita, ha coinvolto i laici nel suo spirito e nella sua missione per “seminare e arare Cristo nella società”.
Il cammino del MLO, come attualmente inteso, ha una storia recente le cui tappe sono segnate dalle seguenti date:

  1. 1992-1993: al X capitolo generale dei Figli della Divina Provvidenza e all’VIII delle Piccole Suore Missionarie della Carità viene trattato e deciso l’orientamento della Piccola Opera in ordine alla “promozione della vocazione e del ruolo dei laici”.
  2. 1995: il Superiore generale indirizza a tutti i Figli della Divina Provvidenza una “Lettera programmatica” per avviare il MLO; ad essa fa subito seguito quella analoga della Superiora generale che impegna anche le PSMC nel medesimo cammino.
  3. 1997: a Rocca di Papa, durante il primo congresso mondiale del MLO, vengono confrontate idee ed esperienze dei primi passi del movimento e concordati alcuni orientamenti comuni per il futuro. Tale evento, confortato da un particolare Messaggio del Papa, può essere considerato l’atto di nascita ufficiale del Movimento.

5. Relazioni nella Famiglia Orionina

Fin dall’inizio, Don Orione ha pensato alla Piccola Opera della Divina Provvidenza (Figli della Divina Provvidenza, Piccole Suore Missionarie della Carità e varie componenti laicali) come a “pianta unica con diversi rami”, “corrente di acque vive che si diramano in tanti canali”, come a “una famiglia unita in Cristo”.
Insieme, religiosi/e, laici, vivono e diffondono la ricchezza carismatica trasmessa da Don Orione attraverso una reciprocità di doni all’interno della famiglia orionina. I religiosi, “guide esperte di vita spirituale”, sono chiamati a “coltivare nei laici il talento più prezioso: lo spirito”. I laici “che hanno scelto di condividere il carisma orionino vivendo nel mondo, sono invitati a essere zelanti e generosi per offrire alla Piccola Opera della Divina Provvidenza il prezioso contributo della loro secolarità e del loro servizio specifico”.
Per una presentazione pubblica unitaria della Famiglia Orionina (FDP, PSMC, ISO, MLO), riconoscono nel Superiore generale in comunione con la medesima, in quanto successore di Don Orione, il punto di riferimento del carisma del Fondatore.

6. Sede

La sede generale del MLO è in Roma, dove si trovano anche le Sedi delle Congregazioni religiose di Don Orione.

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II. VALORI ISPIRATIVI

“Vi sono diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;
vi sono diversità di ministeri, ma un solo è il Signore;
vi sono diversità di operazioni,
ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti”
(1 Cor 12, 4-6)

7. Il carisma orionino

Il carisma di Don Orione consiste nel “vivere e diffondere la conoscenza e l’amore di Gesù Cristo, della Chiesa e del Papa, specialmente nel popolo e tra i poveri più lontani da Dio e più abbandonati” affinché ogni persona possa trovare la propria dignità e la libertà dei figli di Dio. I laici del MLO, fiduciosi nella Divina Provvidenza, come Don Orione, s’impegnano a vivere il carisma e a costruire un mondo più giusto e più umano, in continua attenzione ai segni dei tempi, per “Instaurare omnia in Christo”.

8. Aspetti caratteristici della spiritualità dell’orionino

Siamo eredi dei quattro grandi amori di Don Orione: Gesù, Maria, Papa, Anime.

  1. GESÙ: “Egli solo è la fonte viva di fede e di carità che può ristorare e rinnovare l’uomo e la società”.
  2. MARIA, che noi “veneriamo e proclamiamo quale Madre nostra e celeste Fondatrice della Piccola Opera”.
  3. PAPA: “il Papa è il Vicario di Gesù Cristo nostro Dio e Redentore, è il ‘dolce Cristo in terra’, come lo chiamò Santa Caterina da Siena; è la nostra guida sicura, è il nostro Maestro infallibile, è il vero nostro Padre”.
  4. ANIME “Anime e Anime! Ecco tutta la nostra vita; ecco il nostro grido, il nostro programma, tutta la nostra anima, tutto il nostro cuore”.
    Riconosciamo come aspetti caratteristici della nostra spiritualità: l’impegno nella carità che sola salverà il mondo; l’operosa fiducia nella Divina Provvidenza; l’amore alla Eucaristia, a Cristo Crocifisso, alla Madonna, alla Chiesa e al Papa; la valorizzazione e il rispetto della persona, con l’attenzione ai poveri più poveri, agli ultimi e ai più lontani; lo spirito di povertà evangelica e di famiglia; la missionarietà e la passione per l’unità; l’ottimismo nella fede, la gioia, l’umiltà, la semplicità, la speranza, l’accoglienza, la condivisione e lo spirito di adattamento alla fatica; l’intraprendenza, la disponibilità e l’attenzione alle nuove forme di povertà.


9. Don Orione con i laici

Per realizzare il “sogno” di portare il Vangelo e la carità a tutti i popoli, Don Orione, pioniere nel promuovere le vocazioni laicali, capì perfettamente che doveva cercare la collaborazione e la corresponsabilità dei laici; essi avrebbero partecipato alle attività della Piccola Opera nel campo delle realtà temporali con i religiosi e le religiose e sarebbero potuti andare là dove questi non possono ordinariamente arrivare, assicurando così la presenza della Chiesa nel servizio missionario e apostolico della carità.
L’attenzione particolare, affettuosa e paterna di Don Orione verso i laici, si vede riflessa in molti dei suoi scritti e lettere personali nelle quali li metteva a parte delle aspirazioni del suo spirito e li aiutava con i suoi consigli.
Tutto questo si deve alla sua profonda intuizione che il popolo cristiano è il vero artefice del rinnovamento della società.

10. Spirito Apostolico orionino

Lo Spirito Santo sta suscitando nella Chiesa una più viva consapevolezza della vocazione dei laici e della loro missione per rinnovare in Cristo l’uomo e la società.
Per incarnare la consacrazione battesimale, guardando a Don Orione, i laici si impegnano con gioiosa disponibilità a:

  1. “essere un lievito, una pacifica forza di cristiano rinnovamento” seminando Cristo nel cuore degli uomini, della società e delle culture, mettendosi al servizio dei giovani, dei “poveri più poveri” e della Chiesa;
  2. costruire il Regno di Dio mediante gesti, opere di carità e di promozione della giustizia, denuncia delle violazioni della dignità umana, rispettando la diversità dei doni e la vocazione di ogni persona e di ogni comunità, di ogni popolo e di ogni gruppo, diventando una sola cosa attraverso il carisma del Padre fondatore;
  1. formare i bambini, i giovani e gli adulti ai valori spirituali e civili della libertà, della tolleranza, della fratellanza, della giustizia, della solidarietà e della responsabilità;
  2. aderire al mandato del Papa ai laici per il terzo millennio: “proseguite nel cammino della speranza, costruendo il futuro a partire dalla vostra specifica vocazione cristiana. Saldamente radicati in Cristo e sostenuti dagli insegnamenti sempre attuali del Concilio Vaticano II, testimoniate il Vangelo agli uomini del nostro tempo”.
 


III. FORMAZIONE

“Non ci ardeva forse il cuore nel petto
mentre conversava con noi lungo il cammino,
quando ci spiegava le Scritture?”
(Lc 24, 32)

11. Importanza e finalità della formazione

“Nello scoprire e nel vivere la propria vocazione e missione, i fedeli laici devono essere formati a quell'unità di cui è segnato il loro stesso essere membri della Chiesa e cittadini della società umana”.
Il MLO, rafforzando nei suoi membri il senso dell’appartenenza alla Chiesa mediante il battesimo, aiuta a formare nel carisma orionino, che costituisce la loro identità e ragion d’essere nella Chiesa, allo scopo di offrire al popolo di Dio il contributo specifico per cui il Signore ha suscitato Don Orione e la Piccola Opera. La formazione consiste in un cammino graduale, globale e permanente attraverso un rapporto vitale con la Parola di Dio, con la Chiesa, sull’esempio di Don Orione, con concrete relazioni ed esperienze ecclesiali e orionine.

12. Contenuti specifici

Siamo consapevoli, come ricordava Don Orione, che dobbiamo “prima rinnovare noi in Cristo, per poi rinnovare gli altri" attraverso una formazione umana, spirituale, dottrinale, missionaria e carismatica.
Contenuti specifici della formazione al carisma orionino che non possono mancare sono i seguenti:

  1. profondo rispetto per la persona umana: “servire negli uomini il Figlio dell’Uomo” ;
  2. educazione alla carità universale, con attenzione ai “poveri più poveri”: “fare del bene a tutti, fare del bene sempre, del male mai a nessuno”;
  3. senso di appartenenza alla Chiesa e al Papa: “nessuno ci vinca nell’amare con tutte le nostre forze il Papa e la Chiesa, nessuno ci vinca nell’amore, nella devozione, nella generosità verso la Madre Chiesa e il Papa”;
  4. impegno ecumenico: “è proprio del nostro Istituto di coadiuvare, nella sua piccolezza, l’azione della Divina Provvidenza nel condurre le anime e le umane istituzioni a prendere posto nella Santa Chiesa… consacrandosi con ogni studio e sacrificio di carità, ad ottenere l’unione delle Chiese separate”;
  1. fiducia nella Divina Provvidenza, che porta a vivere lo spirito di povertà: “La perfetta letizia non può essere che nella perfetta dedizione di sé a Dio e agli uomini”;
  2. devozione a Maria: “"A Gesù, al Santo Padre e alle Anime per la Madonna” .

Il “progetto” formativo prevede anche:

  1. l’approfondimento della conoscenza del Fondatore, dei Santi di famiglia e della vita della Piccola Opera della Divina Provvidenza;
  2. momenti di vita orionina con feste di famiglia, attività caritative, pellegrinaggi a luoghi orionini, tempi di preghiera, incontri formativi e ritiri della famiglia orionina.

13. Strutture di formazione

I coordinamenti ai vari livelli, nello stabilire relazioni tra le differenti realtà locali, culturali e sociali, e nel rispetto delle caratteristiche proprie di ogni gruppo, attiveranno un processo di formazione che sostenga e promuova, in ogni membro, la vocazione laicale a partire dall’identità orionina in riferimento alla conoscenza, alle attitudini e alle abilità operative.

14. Compiti formativi del Coordinamento

I coordinamenti hanno il compito di:

COORDINAMENTO LOCALI E/O ZONALE:

  1. sviluppare e conservare la propria identità spirituale e apostolica mediante incontri di formazione, giornate di spiritualità, ritiri, pellegrinaggi e divulgazione di materiale orionino;
  1. favorire la partecipazione ad alcuni momenti di preghiera con la comunità religiosa.

COORDIMANENTO PROVINCIALE E/O INTERPROVINCIALE

  1. creare tradizioni formative per approfondire linee programmatiche comuni;
  2. curare la formazione dei formatori. Verrà costituito, a tale scopo, un centro studi e un’équipe mista, di consacrati e laici, che promuova sussidi e proposte formative;
  3. organizzare annualmente gli esercizi spirituali della famiglia orionina.

COORDIMANENTO CENTRALE

Elabora, in collaborazione con i consiglieri generali incaricati dei FDP, PSMC e ISO, un progetto formativo ed apostolico triennale e un sussidio annuale da adattare nelle singole nazioni con una adeguata programmazione e pianificazione.

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IV. MISSIONE

“Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta,
mettendola a servizio degli altri,
come buoni amministratori
di una multiforme grazia di Dio”
(1 Pt 4, 10)

15. Testimonianza e missione

L'obiettivo della nostra testimonianza e missione, come insegnava Don Orione, è quello di “instaurare omnia in Christo: illuminare cioè e santificare le anime nella conoscenza e nella carità di Dio, e instaurare successivamente tutte le istituzioni e tutte le cose, anche appartenenti alla società esterna degli uomini”.
Realizziamo la nostra vocazione nel “cercare il Regno di Dio trattando le cose temporali ed ordinandole secondo Dio”, “essendo portatori di una fede e fiducia incrollabile nella Divina Provvidenza” e “impegnandoci nella realtá sociale per favorire il progresso civile e religioso dell’ umanità” .
Questo si manifesta nelle scelte di formazione personale e di gruppo, nell'impegno e nella testimonianza nell’ambito della comunità ecclesiale e civile.

16. Impegno nella vita spirituale

Siamo chiamati a vivere la nostra vocazione laicale con l’impegno di partecipare alla triplice dimensione di Cristo Sacerdote, Profeta e Re. Vogliamo vivere le situazioni del mondo contemporaneo : “I fedeli e più precisamente i laici si trovano nel fronte più avanzato della vita della Chiesa. Attraverso di loro la Chiesa è il principio vitale della società umana. Perciò essi, e specialmente essi, devono avere sempre la chiara convinzione non solo di appartenere alla Chiesa ma di essere la Chiesa”.
Rispondiamo alla chiamata alla santità nel nostro stato di vita attraverso la preghiera personale, la Parola di Dio vissuta, i sacramenti e il servizio di Cristo nei poveri: “Dobbiamo essere santi, ma farci tali santi che la nostra santità non appartenga solo al culto dei fedeli, né stia solo nella Chiesa, ma trascenda e getti nella società tanto splendore di luce, tanta vita di amore di Dio e degli uomini, da essere, più che i santi della Chiesa, i santi del popolo e della salute sociale”.

17. Impegno nella vita civile

Ci impegniamo a essere strumenti di umanizzazione e di evangelizzazione della cultura, nella vita familiare e civile, attraverso la partecipazione attiva ai movimenti popolari, politici e culturali per promuovere la dignità della persona umana e trasformare la realtà sociale.

18. Impegno nella vita ecclesiale

Consapevoli che “la carità unifica in Cristo e nella Chiesa”, ci impegniamo ad essere costruttori di unità e di comunione in Cristo mediante le opere spirituali e corporali della carità. Accresceremo la conoscenza e l’amore alla Chiesa:

  1. attraverso lo studio e la divulgazione della dottrina e dei documenti della Chiesa;
  2. con la partecipazione attiva alla vita e ai progetti pastorali parrocchiali, diocesani e universali;
  3. promovendo l’incontro ecumenico e il dialogo interreligioso;
  4. seguendo Don Orione nell’audacia apostolica della carità, per fare sperimentare a tutti la Provvidenza di Dio e la maternità della Chiesa.

19. Impegno nella Famiglia Orionina

Come laici del MLO intendiamo:

  1. favorire la comunicazione e comunione di tutti i laici – associati o non – tra di loro e in rapporto con la Famiglia Orionina;
  2. offrire con spirito di gratuità fraterna il nostro apporto di secolarità e di servizio specifico nella formazione e nei progetti comuni, soprattutto attraverso la partecipazione ai segretariati e alle attività formative;
  3. rappresentare unitariamente i laici, quale componente della Famiglia orionina, nei rapporti interni ed esterni alla PODP;
  4. cooperare all’unità e vitalità della famiglia orionina, accompagnare, animare, formare quei laici che hanno conosciuto la Piccola Opera, che si sentono attratti da essa o che condividono lo stile di vita del Fondatore, pur senza appartenere ad alcuna associazione o gruppo particolare;
  5. preparare responsabili che possano dare continuità alle attività svolte dai laici, affinché il carisma orionino si proietti nel tempo;
  6. accompagnare, insieme ai religiosi e alle religiose, i laici dipendenti delle nostre opere, animandoli e formandoli dal punto di vista umano, spirituale e carismatico;
  7. essere elementi di comunione per i laici che fanno parte delle comunità parrocchiali, delle attivitá di promozione umana, sociale, educativa e missionaria.

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V. ORGANIZZAZIONE

“Come il corpo, pur essendo uno ha molte membra
e tutte le membra pur essendo molte,
sono un corpo solo, così anche Cristo”
(1 Cor 12, 12)

20. Finalità organizzativa

Il Movimento ha il suo elemento unificante nell’adesione alle idee-forza di Don Orione. Per realizzare la propria identità e missione, opera con una struttura organizzativa flessibile, dinamica ed essenziale che, ai vari livelli - locale, provinciale, centrale - svolge funzione di coordinamento, animazione e formazione.
A questo scopo favorisce:

  • il senso di appartenenza di ogni membro,
  • la comunione con la Chiesa e con la Piccola Opera con ruolo e missione laicale,
  • la capacità di lavorare in équipe all’interno di una pastorale d’insieme,
  • la stabilità e continuità dei progetti,
  • la partecipazione dei laici orionini alla vita della Chiesa, della Piccola Opera e della società.

21. Il Coordinamento locale e/o zonale

Il Coordinamento a livello locale è il cuore del MLO.
È composto da rappresentanti eletti da ciascun gruppo laicale che, a loro volta, eleggono uno o più Coordinatori locali, e da uno o più assistenti spirituali.
Ha funzione di animazione, formazione e comunicazione tra le varie associazioni e gruppi laicali che partecipano e/o lavorano attorno ad un’opera specifica, coordinandoli fra loro e con le altre realtà ecclesiali e civili.

22. Il Coordinamento provinciale e/o interprovinciale

È costituito dall’équipe dei coordinatori locali e/o zonali, dagli assistenti spirituali e dai Consiglieri provinciali incaricati che eleggono uno o più Coordinatori provinciali e la segreteria operativa.
Ha funzione di programmazione, animazione e verifica del cammino, stabilendo criteri comuni per la formazione al carisma, dando il proprio apporto laicale al progetto della Provincia religiosa, in dialogo con le varie istanze civili ed ecclesiastiche.

23. Il Coordinamento centrale

È costituito dai Coordinatori provinciali e/o interprovinciali rappresentanti delle varie aree linguistiche e/o continentali, oppure da loro delegati, e dai due Consiglieri generali. Costoro eleggono il Coordinatore generale e i tre membri dell’équipe direttiva definendone ruoli e compiti. Mantiene e custodisce l’unità del Movimento stesso.

24. Relazione con FDP, PSMC, ISO

Il MLO, che ha una struttura organizzativa propria e autonoma nell’ambito del suo ordinamento, tenda a instaurare tra le varie componenti della famiglia orionina rapporti di intesa piena e di fiducia, rendendo più facile e più fruttuosa la collaborazione. A tale scopo si auspica che, nelle case ove siano in corso progetti che coinvolgono i laici, gli avvicendamenti del personale religioso avvengano in un quadro di attenzione dei progetti stessi.

25. Relazioni con gli organismi ecclesiali e civili

Il MLO esprime i criteri di ecclesialità:
il primato della santità e della carità;
la professione di fede in comunione con la Chiesa;
la presenza e l’azione cristiana in seno alla società;
la comunione con il Papa e con i Vescovi.
Instaura e mantiene relazioni con gli enti civili ed ecclesiastici, prestando attenzione e prendendo attivamente parte ai problemi politici e sociali della propria realtà, lavorando in armonia con essi, per l’avvento del Regno di Dio, senza dimenticare l’aspetto ecumenico e la nuova evangelizzazione.

26. Aspetti economici

Ogni coordinamento, animato da grande fiducia nella Divina Provvidenza, cercherà adeguate fonti di finanziamento, per creare un fondo cassa necessario per le spese della formazione, delle strutture organizzative e per interventi di solidarietà.
A ogni livello sia garantita un’amministrazione trasparente.

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