Le
vestizioni di cinque Polacche (8
dicembre 1929)
Anno relativamente calmo il 1929!
L’anno della Conciliazione
tra lo Stato Italiano e la Sede
di Pietro! Le Missionarie della
Carità, tuttavia, segnarono
un gran passo: la vestizione religiosa
delle prime cinque Consorelle di
nazionalità polacca, compiuta
dal Padre Fondatore il giorno dell’Immacolata.
Poniamo qui questo fatto come il
più importante dell’anno;
esso riempì di gaudio il
cuore di Don Orione, che, al termine
del sacro ritiro, si espresse con
accenti di profonda consolazione:
(…)
“Oh! Che grande festa oggi
fanno mai gli Angeli e i Santi del
Cielo, onorando Maria Santissima,
e quante grazie farà oggi
a tutte voi, alla vostra Casa ed
a tutte le altre Consorelle, che
sono sparse in tutte le altre Case!
La Madonna, proprio oggi, nel giorno
della sua festa, come fa’
una madre che attende da lontano
i suoi figli, ha voluto che ricevano
l’abito da religiosa cinque
figliuole venute dalla lontana Polonia,
per consacrarsi al Signore nella
vostra piccola Congregazione e poi
espandere le tende in altri paesi,
dove la mano della Provvidenza le
manderà.
Che grande giorno è questo!
Che bella ora santa è mai
questa! E specialmente per voi altre,
che siete venute da paese tanto
lontano e che già da tempo
e da anni andate lavorando per la
Piccola Opera della Divina Provvidenza,
facendo più, direi, da madri
che da sorelle in quella Casa di
Zdunska Wola, dove i sacerdoti ed
i chierici, animati dallo spirito
di sacrificio e sotto le ali materne
della Divina Provvidenza, faticano
per fare del bene, per educare a
vita cristiana tanti giovani, perché
essi abbiano a seguire i comandamenti
di Dio ed salvare così tante
anime e le anime loro.
Per me, poi, è una gioia
particolare, perché, prima
ancora che sorgesse questa vostra
Congregazione, il Signore mi ha
dato di fare del bene ai poveri
polacchi orfani, di ricevere santi
esempi di vite religiosa da santo
sacerdote polacco, P. Giuseppe,
venerato da tutta Roma e morto in
concetto di santità, che
ha santificato Roma con esempi di
vita sacerdotale. Fu allora che
io potei accogliere parecchi chierici
polacchi, ed ho sempre avuto particolare
predilezione per la Polonia, che
è la nazione che ha sempre
mantenuto la sua fede davanti allo
scisma russo, la Polonia, che è
la terra di Giovanni Sobieski, la
terra di San Stanislao Kotska, che
è la terra di San Giacinto
– uno dei grandi compagni
di San Domenico – e di tanti
santi, terra consacrata alla Madonna
tanto venerata nel Santuario di
Czestochowa. Sono tanto lieto e
ringrazio la Madonna di questa grazia,
che mi fa’ oggi, di dare l’abito
da Suora a cinque di queste figliuole,
venute dalla lontana Polonia.
Quest’esempio deve spingervi
alla emulazione, deve suscitare
un sentimento di conforto e di gioia
in tutte voi. Vedo con molto piacere
questo dilatarsi, questo crescere
del manipolo delle Missionarie della
Carità nella Polonia, e mi
auguro che altre vengano e possano
fare poi tanto bene, sicché
esse siano emulatrici di tanti Santi,
di vergini e martiri usciti dalla
loro terra venerata.
(…)
O buone figliuole della nobile e
forte e fedele Polonia, mettete
le vostre anime, i vostri cuori
ai piedi e nelle mani di Maria Santissima,
nostra Madre e Regina della vostra
Nazione, della vostra Polonia. Fate
che, come oggi vi spogliate degli
abiti secolareschi, delle abitudini
che possono sapere di secolo, che
possono avere un senso di mondanità,
così trasformi il vostro
modo di agire e diventi la vostra
vita una vita di costumi santi,
di sante virtù religiose,
sicché possiate dare gloria
a Dio ed essere di consolazione
alla vostra Congregazione, che oggi
vi accoglie, dandovi benedetto il
suo santo abito. Ricevete il velo
e l’abito di Missionarie della
Carità, nel nome di Dio e
di Maria Santissima Immacolata!”.
(Don Orione alle Piccole Suore
Missionarie della Carità,
pp. 246-248)
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