Roma, 21 GIUGNO 2005
Festa di San
Luigi Gonzaga
"LA
CARITA' E SOLO LA CARITA' SALVERA'
IL MONDO!" (San Luigi Orione)
Carissime
consorelle, confratelli e laici,
mi ritrovo a scrivere questa prima
lettera in circostanze molto suggestive,
che stanno cambiando il volto della
Chiesa e della Famiglia orionina:
la morte di Papa Giovanni Paolo
Il e l’elezione del nuovo
Papa Benedetto XVI, l’anniversario
dell’indimenticabile festa
della canonizzazione del nostro
Padre fondatore e, ultimamente,
l’esperienza del Capitolo
generale. Il tutto illuminato dall’Anno
Eucaristico Internazionale, che
si sta realizzando con tante iniziative
a livello mondiale, tra le quali,
in Italia, il recente Congresso
Eucaristico Nazionale svoltosi a
Bari con il grande e significativo
tema: “Non si può vivere
senza la domenica”.
Desidero, innanzitutto ringraziare,
anche a nome del Consiglio e di
ogni consorella, per il prezioso
servizio svolto da Madre Maria Ortensia
Turati come Superiora generale,
da suor Maria Noemi Guzzi come Consigliera
ed Economa generale, da suor Maria
Sylwia Zagòrowska, come Consigliera
e Segretaria generale, per ben 12
anni, e da suor Maria de Fatima
Grossi come Consigliera generale
ed incaricata della Segreteria di
Comunicazione Orionina e, quindi,
responsabile della redazione di
“IN FAMIGLIA”, per 6
anni.
Grazie di cuore a voi tutte carissime
sorelle per il vostro attento e
prezioso servizio svolto, con grande
dedizione e amore, alla nostra bella
famiglia religiosa, ad ogni singola
sorella e comunità, ad ogni
realtà in cui operano le
Piccole Suore Missionarie della
Carità.
Abbiamo sperimentato la vostra grande
prontezza nell’operare, perché
tutto cooperasse al bene, in favore
dei piccoli e dei poveri, con lo
stile che ci contraddistingue, come
figlie di San Luigi Orione. Sono
certa che ora vi accompagnano tante
soddisfazioni e gioie per il bene
realizzato. Lodiamo e ringraziamo
Dio, che opera sempre meraviglie
in chi si lascia guidare dal suo
Spirito, affinché risplenda
nell’operare umano la gloria
del Padre, che tutto sorregge con
la sua grazia.
Ora, al nuovo Consiglio è
stato affidato il compito di continuare
il cammino di animazione, in questo
sessennio che va daI 2005 al 2011,
con nuovo slancio, nella scia del
Santo Fondatore, aperte alle attuali
sfide della storia, perché
si colmino i solchi che, ancora
oggi, “separano il popolo
da Cristo e dalla Chiesa di Cristo”.
Ringrazio ancora, a nome di tutte
le sorelle del Consiglio, per la
simpatia e la stima che ci avete
dimostrato e, anzitutto, per la
preghiera che percepiamo, che ci
accompagna in questo nostro inizio
a servizio dell’intero Istituto.
Il servizio di autorità è
oggi più che mai un servizio
alla comunione e all’unità,
richiede attento ascolto e discernimento
delle persone e delle singole realtà,
per elaborare decisioni che siano
fattibili e rapide, in risposta
ai gemiti, espressi e non espressi,
di tutti i singoli e dei popoli.
Iniziamo questo nostro servizio
nell’Anno Internazionale Eucaristico
e dall’Eucaristia desideriamo
attingere la linfa necessaria per
il cammino di ogni giorno, con la
certezza che non ci mancherà
mai l’aiuto di Colui che ha
detto: “Senza di me non
potete fare nulla”; questa
è la nostra certezza, ma
confidiamo in modo speciale nella
collaborazione e corresponsabilità
di tutte le nostre sorelle, dei
confratelli, di tutti gli amici
e collaboratori laici.
Il regno di Dio, infatti, è
vocazione e missione di tutti i
battezzati nella Chiesa e nel mondo,
per contribuire insieme ed in comunione
a fare di tutto il genere umano
la grande, sola ed unica famiglia
dei figli di Dio.
Per realizzare tutto nella concretezza
di ogni giorno, siamo pronte a dare
il via ad una gara di solidarietà,
che promuova una nuova spiritualità:
la spiritualità dell’incarnazione,
che ci metta inatteggiamento di
continua conversione all’oggi
di Dio, che passi attraverso il
cuore dell’uomo e della donna
del 2000. Ciò comporta relazioni
umane più vicine, fondate
sull’amore agapico: amore
creativo, universale, oblativo,
gratuito; prontezza ed attenzione
nella risposta, senza attendere
nulla che non sia amore a Dio e
ai fratelli, a tutti, in particolare
ai poveri, ai giovani, in continuo
e costante discernimento dei segni
dei tempi, dei gemiti dei popoli.
La Chiesa, come madre, ci insegnerà
l’amore che siamo chiamati
a manifestarci gli uni agli altri
per rendere presente, in ogni luogo
e in ogni realtà umana, quel
Dio che ci è Padre sempre,
che ci attende con pazienza, che
ci invita al perdono e alla riconciliazione
ogni qual volta possiamo cadere
per la nostra debole e fragile umanità,
e ci invita a dire con San Paolo:
“quando sono debole è
allora che sono forte”.
Ogni giorno il Signore rinnova i
suoi prodigi in coloro che credono
e si lasciano plasmare dal suo Spirito
d’Amore trinitario, per poter
cantare anche noi come Maria il
nostro magnificat: “Ha
fatto in me cose grandi colui che
è potente e santo è
il suo nome”.
Questo anno, nella festa dei SS.
Apostoli Pietro e Paolo, prima Festa
del Papa, ricorre anche il 90°
anno della nostra Fondazione. Siamo
nate nel 1915 dal cuore infuocato
d’amore a Dio e ai fratelli
di San Luigi Orione. Quale provvidenza,
novanta anni di vita che hanno saputo
dare continuità ad un carisma,
il carisma della carità,
che oggi si rende più visibile
e vuole essere testimonianza pubblica
e concreta di adesione e amore al
dolce Cristo in terra, il romano
pontefice. Una festa, proposta e
animata dagli orionini a tutta la
Chiesa in modo singolare, semplice,
unico ed universale... Che farebbe
don Orione oggi per il Papa?
Carissime sorelle, fratelli e laici,
ci auguriamo scambievolmente un
buon cammino insieme, per fare di
Cristo il cuore del mondo, dopo
aver fatto di Cristo il cuore del
nostro cuore.
Con grande stima ed affetto.
Suor
Maria Irene Bizzotto