Carissime Sorelle, Fratelli e Laici,
ritorno a voi con grande gioia e speranza, ma soprattutto con il desiderio di
continuare a tessere insieme relazioni sempre più fraterne ed evangelizzanti,
sostenendo il detto “Più ci si conosce, più ci si ama”.
Osservando gli avvenimenti nazionali ed internazionali degli ultimi giorni, non
posso fare a meno di domandarmi “è proprio necessario portare a termine il
“reato” per risvegliarci dal torpore dell’indifferenza nei confronti dei nostri simili?
Dei nostri fratelli e delle sorelle in difficoltà? Quale attenzione diamo alla nostra
e alla altrui storia, se arriviamo sempre troppo tardi con le nostre risposte?”
Tante e troppe sono state le parole pronunciate e scritte in questi giorni… gli
uni contro gli altri, come se fra di noi non ci fosse nessun legame e nessuna
appartenenza; ma solo rivalità e voglia di “vincere” una battaglia. Sono stati
assunti atteggiamenti che esprimevano un non riconoscersi e appartenere
all’unico genero umano; sono stati assunti atteggiamenti di oblio verso la
consapevolezza che siamo creature entrate nel mondo, visibile e reale, dalla
stessa Fonte creatrice: “E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio
lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate
fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del
mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra»” (1).
Penso che spesso abbiamo dimenticato che siamo stati creati a sua immagine:
Famiglia di Dio, Corpo di Cristo… ecco! La nostra vera ed unica appartenenza
è quella a Dio-Trinità, che ci ha voluti ed amati senza chiedere nulla in cambio.
Proprio questo Amore gratuito ed eterno è la fonte dell’appartenenza
all’unica famiglia, che ci rende fratelli e sorelle, vicini gli uni agli altri.
Apparteniamo a una Famiglia, che è partecipe agli avvenimenti gioiosi o tristi
dell’umanità, che si “commuove” ogni volta che si scopre ferita nel fratello o
nella sorella, che freme nell’intimo, perché ognuno è una parte di noi, che soffre
e muore ingiustamente, spesso a causa dei propri simili.
In un corpo nessuna parte può escludere l’altra, l’una necessita dell’altra per
mantenere la comune armonia, in modo particolare nei momenti di difficoltà: “...
Dio ha disposto il corpo, conferendo maggiore onore a ciò che ne ha, perché
nel corpo non vi sia divisione, ma anzi le varie membra abbiano cura le une
delle altre. Quindi, se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se
un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”(2)
A questa splendida realtà divina sia il cristiano, sia il semplice laico sono
chiamati all’obbedienza ed in essa vi è la vera corrispondenza della persona
creata da Dio a sua immagine e somiglianza… in questo modo si può
raggiungere l’armonia nell’azione comune dell’essere umanità in continuo
divenire.
In questa ottica ci rendiamo conto di quanto sia importante accogliere ogni vita
e custodirla fino al momento di passare all’altra riva, quella dell’Eterno, dove
tutto ci sarà chiarito, perché vedremo “Dio faccia a faccia”, come ci ricorda
ancora S. Paolo.
Vi invito, dunque, ad accogliere l’accorato appello del Santo Padre Benedetto
XVI, che non risparmia occasione per ricordare ai cristiani che siamo chiamati a
vivere con coerenza i valori evangelici, in particolare ora nella grande
confusione del momento storico attuale. Troppo spesso noi cristiani cediamo a
compromessi, rischiando che le persone semplici e genuine si sentano
fortemente vulnerabili e non protette proprio da coloro che hanno il dovere di
assicurarle e proteggerle nei momenti difficili.
In questo momento di condivisione con voi, non posso fare a meno di
esprimere la mia preoccupazione per la distorsione del confronto e della
violenza, che a volte i mezzi di comunicazione attuano, diventando a volte
sfacciati e poco rispettosi della persona.
Ciò mi porta a riflettere sul nostro obbligo, come orionini, di “custodire”
l’integrità del Santo Padre dai mezzi di comunicazione, che a volte diffondono
menzogne o notizie distorte confondendo i “piccoli” e coloro che hanno meno
possibilità di reagire per difendere la loro fede semplice e pura in Cristo e nella
Chiesa di Cristo. Tutto ciò crea solchi sempre più profondi tra il popolo e la
Chiesa: “Dobbiamo riempire di carità i solchi che dividono gli uomini ripieni di
odio e di egoismo” (3).
Carissimi orionini e orionine, ritengo che questo sia un momento particolare per
farci carico di questo messaggio di testimonianza e vita con il Papa e con la
Chiesa del terzo millennio. Non dimentichiamo le parole di don Orione... lascio
a ciascuno di voi di attualizzarle, perché esse siano voce profetica a un mondo
sconvolto e confuso da tanti messaggi confusi e poco chiari, rivelanti la
presenza di forze negative che pretendono di sconvolgere i veri valori umani e
religiosi per far strada a singole teorie ed opinioni, che ritengo di pochi e a
svantaggio di molti.
Se il sentire dell’essere umano è il potere, il prestigio e l’avere l’ultima parola su
tutti e su tutto, allora non sorprendiamoci più di nulla e non scandalizziamoci se
ci sembra normale che, coloro che hanno il potere sulla nazione, si credano
“padroni” e compiano i loro progetti non per il bene comune. Esempio di ciò è la
situazione politica ed economica che il Madagascar e altre nazioni dell’Africa
vivono, anche se non sempre ne siamo al corrente o ne viene informata
l’opinione pubblica. Come possiamo non vedere che l’uomo spesso si fa
padrone e non si confronta più con nessuno, meno con Dio!!!
Come orionini vi propongo di impegnarci, in modo particolare in questa
quaresima 2009, di offrire qualcosa di nostro, anche in senso spirituale, per
accompagnare il Santo Padre nel suo ministero di Vescovo della Diocesi di Roma e Pastore della Chiesa universale; anche il seguire le sue catechesi del
mercoledì e della domenica ci può aiutare a rafforzare la nostra fede in Cristo e
ad amare sempre più la Chiesa di Cristo.
Vibriamo all’unisono con il cuore del Papa, con la sua stessa passione per la
Verità e il Bene di tutti i popoli!!! Accogliamo i suggerimenti che ci dà all’inizio
della Quaresima in preparazione alla Pasqua...perché Gesù è Risorto!
Infine, vorrei nuovamente invitare a camminare assieme sulle vie dell’Amore a
Dio e ai Fratelli… Abbiamo tanti mezzi per stare vicini… abbiamo tanta forza
per formare una forte catena che ci lega e ci sostiene!
Anche il nostro “In Famiglia” è uno strumento per realizzare ciò… da queste
semplici pagine desideriamo raccontare e condividere le meraviglie che il
Signore fa in chi si lascia guidare dal suo Spirito ed incoraggiare ad aprire il
cuore alla “grande speranza”, perché il nostro Dio è il Dio dell’Amore unico e
trinitario, che cammina con noi per le strade del mondo e non ci lascia mai soli.
Lui costruisce “tra le righe”; spesse volte a noi sconosciute, la Sua storia in noi,
che allora e solo allora diventa la nostra “storia sacra”: ”Andate dunque e fate
discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello
Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed
ecco, io sono sempre con voi tutti i giorni,fino alla fine del mondo”(4).
Auguro a tutti voi, a nome delle Consigliere, ai vostri cari, alle famiglie e
comunità, come ai singoli simpatizzanti, una santa Quaresima per una santa
Pasqua di Risurrezione.