“Grazie all'azione di Cristo
noi possiamo entrare nella
giustizia "più grande".
(Papa Benedetto XVI)
Carissimi fratelli, sorelle e laici,
la grazia e la luce dello Spirito Santo accompagnino il nostro cammino quaresimale verso una Pasqua di gioia e di pace. Abbiamo, appena, lasciato le splendide e tenere gioie del Natale, e già ci troviamo nell’austero quaresimale.
Il tempo si sussegue con tanta rapidità, che sembra non permettere né la riflessione né una pacifica interiorizzazione di quanto ci viene offerto quotidianamente. Di questo ritmo frenetico a pagarne di più le conseguenze è senz’altro il nostro cammino di Fede; mentre le realtà esteriori si impongono con forza, anzi a volte con violenza, le realtà spirituali ci visitano silenziosamente e con grande delicatezza, non invadendo e soprattutto rispettando il ritmo di ciascuno, con la pazienza divina.
Il Santo Padre Benedetto XVI, con il suo messaggio per la Quaresima, ci indica con delicatezza, ma anche con coraggio, la via per fare di questo tempo, un tempo dello spirito, e divenire così, giorno dopo giorno, sempre più uomini e donne spirituali. Il Papa, ci invita, ancora una volta, ad entrare in noi stessi e cita il vangelo di Marco: “Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro... Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male”.
Ci invita, altresì, a fare attenzione al nostro cuore e ci dice ancora: “L’ingiustizia, frutto del male, non ha radice esclusivamente esterne; ha origine nel cuore umano, dove si trovano i germi di una misteriosa connivenza col male. Lo riconosce amaramente il Salmista: “Ecco, nella colpa io sono nato, nel peccato mi ha concepito mia madre”(Sal 51,7). Sì, l’uomo è reso fragile da una spinta profonda, che lo mortifica nella capacità di entrare in comunione con l’altro”.
L’uomo è chiamato alla relazione, quindi, a liberarsi dalla schiavitù del male che lo mortifica, a aprirsi alla giustizia di Dio rivelata in Cristo e a poter godere della forza e della potenza di questo amore divino che aiuta all’accoglienza dell’altro.
“Si capisce allora come la fede sia tutt’altro che un fatto naturale, comodo, ovvio: occorre umiltà per accettare di aver bisogno che un Altro mi liberi del “mio”, per darmi gratuitamente il “suo”. Ciò avviene particolarmente nei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. Grazie all’azione di Cristo, noi possiamo entrare nella giustizia “più grande”, che è quella dell’amore (cfr Rm 13, 8-10), la giustizia di chi si sente in ogni caso sempre più debitore che creditore, perché ha ricevuto più di quanto si possa aspettare”.
Carissimi, insieme, a voi, desidero fare questo commino interiore, per fare di questa Quaresima 2010 una grande opportunità di revisione di vita che tocchi anzitutto il nostro cuore: dov’è il tuo tesoro là è il tuo cuore. Chiediamoci chi è il nostro tesoro?
La risposta nel cuore di ciascuno, intanto per tutti auguri di buon cammino quaresimale perché sia la nostra Pasqua una vera Pasqua di resurrezione!
In questo anno ci prepariamo a vivere importanti eventi ecclesiali e orionini.
Nella Famiglia orionina quest’anno: i “Figli della Divina Provvidenza” celebreranno il loro Capitolo generale, mentre le “Piccole Suore Missionarie della Carità”, celebreranno i Capitoli locali e provinciali/delegazione, in preparazione di quello generale del prossimo anno.
Chiediamo preghiere affinché siano per tutti noi tempi forti dello Spirito, che ci facciano crescere nell’amore a Dio, fra di noi e aperti ai gemiti dei poveri per far crescere il Regno di Dio nel mondo.
In questo nuovo numero di IN FAMIGLIA troverete tante opportunità anche per mantenere desta la riflessione su quanto abbiamo appena detto. Celebriamo settant’anni dalla morte di Don Orione. Momento significativo per guardare a lui come ad un modello di carità coraggiosa e audace, attenta alle attese del popolo del suo tempo.
Tante le testimonianze che ci vengono da chi l’ha conosciuto che invitano a imitarne la coraggiosa intraprendenza per essere, anche noi attenti alle urgenze degli uomini e donne del nostro tempo.
I giovani, sempre coraggiosi e intraprendenti, ci stimolano a guardarli come il futuro della famiglia e ci chiedono di credere nelle loro giovinezza, di difenderla sempre e di proteggere la loro vita, messa a rischio da tante voci che li confondano. Noi come adulti abbiamo la responsabilità di illuminarli e di rischiare, con loro e per loro, il futuro della Chiesa e della società.
Potrete leggere esperienze di giovani religiose, da diverse parti del mondo, che sono state chiamate e hanno saputo scegliere nella vita il “vero tesoro” e vogliono rimanergli fedeli per sempre, e con fiducia si affidano alla nostra preghiera.
Nel mese di marzo celebriamo, come ormai tradizione, la Giornata Missionaria Orionina. Vogliamo con queste poche righe, ricordare e ringraziare tutti i missionari e le missionarie orionine; loro trasmettono il carisma e fanno presente la maternità della Chiesa di Cristo, nelle realtà più povere e meno conosciute. Ricordiamo tutti i missionari e le missionarie laiche che generosamente si spendono per alleviare, assieme alle PSMC e ai FDP, la sofferenza di tanti fratelli e sorelle e lo fanno nel nome e con il cuore di Don Orione.
Rinnovo ancora gli auguri per una santa Quaresima, una quaresima che possa dirsi tale, non tanto per il digiuno materiale, ma per la ricerca di uno spazio di silenzio esteriore, che permetta di accogliere la Parola di Dio, meditarla e tradurla in vita quotidiana, come l’aria che respiro, poiché essa è la sola che può trasformare la nostra vita.
Vi affido al Signore e assieme alla Consigliere vi saluto, con il rinnovato augurio di bene e di santità, Maria Santissima ci aiuti sempre ad essere attenti alle cose di Dio, come i servi a Cana. Chi vive bene questo tempo liturgico può accogliere con più trasparenza e convincimento le gioie della Pasqua.
Suor Maria Irene Bizzotto
Roma, febbraio 2010