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Provincia
“N.S. APARECIDA”
Il desiderio di Don Orione che il ramo
femminile delle Piccole Suore Missionarie
della Carità arrivasse anche
in Brasile è esplicitato in una
sua lettera del 20 agosto 1920.
L'esplosione demografica, della fine
degli anni '40 e degli anni '50, provocò
la rapida ed eccessiva crescita della
popolazione brasiliana, con conseguenti
enormi disuguaglianze sociali e grandi
movimenti di popolazione. Inoltre, aumentò
di conseguenza la disoccupazione e la
povertà.
Nel 1948, Madre Maria Francesca, Superiora
generale, passando per il Brasile percepì
la necessità della presenza delle
suore in questo paese per collaborare
con i Figli della Divina Provvidenza.
L’anno seguente, il 23 marzo 1949,
arrivavano in Brasile le prime Piccole
Suore Missionarie della Carità… |
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Alcune notizie
sul Brasile...
Il Brasile è una repubblica federale
democratica dell'America meridionale.
Originariamente abitato dai popoli indigeni,
il Brasile fu scoperto ufficialmente
nel 1500, anche se l'occupazione effettiva
iniziò nel 1532.
Durante il XVI secolo iniziò
la schiavitù, inizialmente quella
degli indigeni e, a partire dalle ultime
decadi del secolo, anche quella di alcune
popolazioni africane. Il prodotto principale
dell'esportazione, durante questo periodo,
era la canna da zucchero.
Nel secolo XVIII, i coloni portoghesi
trovarono miniere d'oro, facendo diventare
la sua estrazione la principale attività
del Brasile colonia.
Nel 1808 la corte portoghese, scappando
dalle truppe di Napoleone che avevano
invaso il Portogallo, si trasferì
in Brasile e nel 1815 il Brasile fu
elevato a condizione di regno all'interno
dello Stato portoghese.
Dal 1821, le Corti portoghesi determinarono
il ritorno del Brasile a provincia controllata
direttamente dal Portogallo.
Nel 1889, l'imperatore fu deposto da
un colpo di stato militare repubblicano.
Con circa 190 milioni di abitanti, il
Brasile è il paese più
popoloso dell'America Latina ed il quinto
Paese più popoloso del mondo.
Grazie all'eccezionale estensione del
suo territorio, la densità del
Brasile si rivela decisamente bassa:
solo 21 ab./kmq. La popolazione, tuttavia,
risulta distribuita in modo fortemente
squilibrato.
Il Brasile ha una società multietnica.
La popolazione discende principalmente
da indios, coloni portoghesi, schiavi
africani e diversi gruppi di immigrati,
che sono arrivati nel Brasile soprattutto
fra il 1820 e il 1970.
In Brasile l'industria si è sviluppata
solo dalla seconda metà del XX
secolo. La sua crescita è stata
rapida e le produzioni si sono molto
diversificate. Sostenuta anche da capitali
stranieri vede la prevalenza dei settori
metallurgico, chimico, tessile, alimentare
e dei più recenti comparti meccanico
ed elettronico.
Tuttavia, le dissestate finanze regionali
rischiano di mettere a repentaglio la
stabilità economica. Gli investimenti
esteri sono frenati dalle imposte sulle
attività economiche e dalla corruzione,
e la vulnerabilità dell'economia
è causata dalle fluttuazione
dei prezzi delle materie prime.
L’attività agricola del
Brasile presenta ancora strutture perlopiù
di tipo coloniale: l'1% dei proprietari
possiede il 40% dei terreni coltivabili,
organizzati in grandi proprietà
fondiarie in cui si pratica per lo più
l'allevamento estensivo, oppure aziende
capitalistiche dedite all'agricoltura
di piantagione.
Il sottosuolo è ricco. Il Brasile
fornisce il 30% delle esportazioni mondiali
di ferro. Inoltre è ricco di
magnese, di zinco, oro, stagno, pietre
preziose e carbone.
La realtà
della Chiesa locale
La religione predominante è quella
cattolica (73,6%), il che rende il Brasile
il paese con il maggior numero di cattolici
del mondo; assai più modeste
percentuali praticano confessioni e
culti diverse, come il protestantesimo
15,4%, ortodossia, buddhismo, ebraismo,
islamismo.
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