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Alcune notizie
sul Kenya...
Il territorio del Kenya presenta diverse
caratteristiche: alla zona costiera
bassa e sabbiosa dell’Oceano Indiano,
succede una regione di altopiani aridi
e stepposi, che si eleva andando verso
l’interno fino a raggiungere i
3000 metri.
Il clima, caldo e umido nelle regioni
costiere, diventa più mite e
asciutto nel cuore del Paese, in rapporto
all'altitudine. L'ambiente dominante
è quello della savana, tutelato
da numerosi parchi naturali che coprono
circa il 10% del territorio nazionale.
Da scavi piuttosto recenti sono stati
rinvenuti ossa e resti di uomini vissuti
probabilmente oltre due milioni di anni
fa, per cui al Kenya venne data la definizione
di "culla del genere umano".
A parte la questione dell'origine, la
storia del Kenya è piuttosto
recente e caratterizzata dal passaggio
di mercanti provenienti dall'Europa
e dall'Arabia in cerca d'avorio e di
schiavi. Dal 1895, il Kenya divenne
protettorato inglese, e colonia nel
1920. Nel 1952 scoppiò la rivoluzione
dei Mau Mau,che portò il Kenya
all'indipendenza nel 1963. Nel 1982
è stato instaurato un regime
autoritario e antidemocratico; da alcuni
anni tensioni e violenti conflitti etnici
insanguinano il Paese.
La popolazione del Kenya continua a
crescere a ritmi elevati, raddoppiando
di numero in poco più di 20 anni.
Molto alta è la quota di popolazione
giovane, con meno di quindici anni.
Il tasso di urbanizzazione è
ancora basso: la maggior parte della
popolazione vive nei villaggi, in capanne
costruite nei pressi dei campi e dei
recinti per il bestiame. La popolazione
urbana si addensa soprattutto nelle
città di Nairobi, la capitale,
e di Mombasa.
L'economia del Kenya, dopo un periodo
di relativo benessere negli anni immediatamente
successivi all'indipendenza, si trova
oggi in una fase di grave crisi. L'agricoltura è la principale attività economica del paese ed occupa circa
l'80% della popolazione attiva.
Le colture commerciali costituiscono
più del 50% delle esportazioni
keniote: fra queste dominano quelle
del caffé e del tè.
L'allevamento di bestiame comprende
bovini, ovini, caprini e suini; praticato
tradizionalmente da diversi popoli,
in certe zone è a carattere intensivo
e commerciale.
L'industria occupa meno del 10% della
popolazione attiva. Le industrie sono
quasi tutte concentrate nelle regioni
urbane e le più importanti sono
quelle alimentari, le manifatture di
tabacchi, i calzaturifici, i cementifici,
le fabbriche di automobili, le tessili,
ecc.
La realtà della Chiesa locale
Il Kenya riconosce la libertà
di religione, il 66% della popolazione
è cristiana, ma alta è la proliferazione di nuove religioni
tutte egualmente riconosciute dallo
Stato.
I musulmani, presenti principalmente
sulla costa e sulle sponde del lago
Vittoria, raggiungono il 12%.
Il Cristianesimo in Kenya fu introdotto
già dal 1498 con il passaggio
dei portoghesi di transito verso l'India
in cerca di spezie, ma tale presenza
non mise radici profonde. Per una vera
espansione del Cristianesimo si dovette
aspettare fino al 1889, quando arrivarono
i padri dello Spirito Santo che si stabilirono
nell'isola di Zanzibar e, dieci anni
più tardi, si spinsero fino a
Nairobi, dove costruirono la prima Chiesa
cattolica e aprirono una Missione.
Nel 1902 arrivarono anche i Missionari
della Consolata ed ebbe inizio l'affermazione
della Chiesa in tutto il Paese.
Alla crescita della Chiesa ha contribuito
sicuramente la forte presenza di missionari
di diversi Istituti, tanto che attualmente
la Chiesa del Kenya è in grado
di inviare i suoi missionari in altre
nazioni.
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