|
 |
Alcune notizie
sul Madagascar...
Il Madagascar è la quarta isola
più grande al mondo ed è situato nell'Oceano Indiano.
Al contrario delle vicine isole vulcaniche,
il Madagascar deve la propria origine
alla deriva dei continenti, infatti
essa si separò dal continente
africano circa 165 milioni di anni fa.
Fu Diego Diaz, il 10 agosto 1500, a
scoprire il Madagascar, dandogli il
nome di Isola San Lorenzo; mentre l’attuale
nome gli fu assegnato da Marco Polo
alla fine del XVIII sec.
Attualmente il Madagascar è abitato
da circa 16 milioni di persone, con
una densità di 24 abitanti per
kmq; ciò evidenzia come essa
sia poco popolata registrando vaste
regioni quasi disabitate.
Alcuni ricercatori affermano che il
popolo malgascio sia di ceppo asiatico;
ciò è confermato sia dalla
cultura, sia dai tratti sommatici.
Attualmente sono 19 i gruppi etnici,
che nonostante le diverse usanze, abitudini
e modalità di vita, condividono
caratteristiche comuni derivanti dall'influenza
indonesiana come ad esempio la lingua.
Elemento culturale comune a tutta la
popolazione è la credenza in
un Dio Creatore: tutto il popolo malgascio
ignora il politeismo.
Nonostante la varietà etnica
della popolazione, il Madagascar ha
il malgascio come lingua comune e ufficiale
del paese, prima della colonizzazione
e poi a partire dall’indipendenza.
La seconda lingua è il francese,
utilizzata sopratutto per le comunicazioni
internazionali e dai media.
La realtà della Chiesa locale
Nel secolo XVI i domenicani tentarono
la prima missione in Madagascar, che
finì tragicamente con l’uccisione
dei missionari. Anche i tentativi successivi
ad opera dei gesuiti non ebbero esito
positivo.
Soltanto con la fondazione della colonia
e fortezza francese di Fort-Dauphin
nel sud dell’Isola, nel 1642,
poté iniziare un’attività missionaria regolare.
Nel 1818 i missionari protestanti della
London Missionari Society raggiunsero
l’Isola lavorando con profitto,
mentre l’Isola rimase chiusa ai
cattolici.
Con decreto del 1913, è stata
introdotta in Madagascar la libertà
di culto e la laicità dello stato.
Ciò ha inaugurato un periodo
di collaborazione tra l’amministrazione
centrale e le missioni.
Dopo la seconda guerra mondiale, le
chiese cristiane entrano anche nelle
attività sociali e politiche
che non avevano conosciuto prima. Durante
il periodo della decolonizzazione, la
partecipazione dei fedeli alle attività
politiche spesso conduce le missioni
e le chiese a superare la loro posizione
di neutralità.
Le missioni presenti in Madagascar si
rendono conto dell’opportunità
di compiere un passo verso l’obbiettivo
la realizzazione di una chiesa dove
i cristiani malgasci si prendono la
loro parte di responsabilità.
Nel 1950, le missioni affermano la piena
capacità di tanti malgasci di
dirigere la propria Chiesa.
|
 |