PICCOLE SUORE MISSIONARIE DELLA CARITÁ - DON ORIONE
29 Luglio 10

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  Le Comunità delle PSMC in MADAGASCAR LOCALITA'
1 Comunità "Mater Dei" Andrambato
2 Comunità “Nostra Signora del Rosario” Anatihazo
3 Comunità “Mére de la Divine Providence” Avaratsena
4 Comunità “Coeur Immaculé du Marie” Mandiavato
5 Comunità “Notre Dame del Garde” Anhazoabo
6 Comunità “Mère de l'Espèrance” Moramanga
 

Alcune notizie sul Madagascar...

Il Madagascar è la quarta isola più grande al mondo ed è situato nell'Oceano Indiano.
Al contrario delle vicine isole vulcaniche, il Madagascar deve la propria origine alla deriva dei continenti, infatti essa si separò dal continente africano circa 165 milioni di anni fa.
Fu Diego Diaz, il 10 agosto 1500, a scoprire il Madagascar, dandogli il nome di Isola San Lorenzo; mentre l’attuale nome gli fu assegnato da Marco Polo alla fine del XVIII sec.
Attualmente il Madagascar è abitato da circa 16 milioni di persone, con una densità di 24 abitanti per kmq; ciò evidenzia come essa sia poco popolata registrando vaste regioni quasi disabitate.
Alcuni ricercatori affermano che il popolo malgascio sia di ceppo asiatico; ciò è confermato sia dalla cultura, sia dai tratti sommatici.
Attualmente sono 19 i gruppi etnici, che nonostante le diverse usanze, abitudini e modalità di vita, condividono caratteristiche comuni derivanti dall'influenza indonesiana come ad esempio la lingua.
Elemento culturale comune a tutta la popolazione è la credenza in un Dio Creatore: tutto il popolo malgascio ignora il politeismo.
Nonostante la varietà etnica della popolazione, il Madagascar ha il malgascio come lingua comune e ufficiale del paese, prima della colonizzazione e poi a partire dall’indipendenza. La seconda lingua è il francese, utilizzata sopratutto per le comunicazioni internazionali e dai media.


La realtà della Chiesa locale

Nel secolo XVI i domenicani tentarono la prima missione in Madagascar, che finì tragicamente con l’uccisione dei missionari. Anche i tentativi successivi ad opera dei gesuiti non ebbero esito positivo.
Soltanto con la fondazione della colonia e fortezza francese di Fort-Dauphin nel sud dell’Isola, nel 1642, poté iniziare un’attività missionaria regolare.
Nel 1818 i missionari protestanti della London Missionari Society raggiunsero l’Isola lavorando con profitto, mentre l’Isola rimase chiusa ai cattolici.
Con decreto del 1913, è stata introdotta in Madagascar la libertà di culto e la laicità dello stato. Ciò ha inaugurato un periodo di collaborazione tra l’amministrazione centrale e le missioni.
Dopo la seconda guerra mondiale, le chiese cristiane entrano anche nelle attività sociali e politiche che non avevano conosciuto prima. Durante il periodo della decolonizzazione, la partecipazione dei fedeli alle attività politiche spesso conduce le missioni e le chiese a superare la loro posizione di neutralità.
Le missioni presenti in Madagascar si rendono conto dell’opportunità di compiere un passo verso l’obbiettivo la realizzazione di una chiesa dove i cristiani malgasci si prendono la loro parte di responsabilità. Nel 1950, le missioni affermano la piena capacità di tanti malgasci di dirigere la propria Chiesa.