Sito ufficiale delle Piccole Suore Missionarie della Carità (Don Orione)

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Storia delle Contemplative

 

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Il carisma di tutta la Piccola Opera della Divina Provvidenza è: 

“Instaurare Omnia in Cristo”.  

“La Piccola Opera è scaturita dal Cuore trafitto di Gesù Crocifisso, 

in una settimana santa indimenticabile. 

Il Cuore di Gesù faccia vivere e palpitare i nostri cuori 

della più grande generosità e carità!” 


Don Orione
 

 

 

 

Due sono le motivazioni per cui è stato fondato il “Ramo” di vita contemplativa della Congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità.
 

1. Il “Ramo” ebbe inizio “dall’ascolto di una nuova chiamata” di alcune suore da anni missionarie orionine che avvertivano il desiderio della vita contemplativa. Alcune di loro avevano presentato la domanda al Consiglio generale anche per attuare il volere e la previsione di Don Orione di fondare un “Ramo” di vita di stretta clausura.
 

2. Altro motivo, segno interrogativo per la nostra Madre Generale di allora, fu dato dal fatto che alcune Juniores ed anche una giovane di voti perpetui, lasciarono la Congregazione per entrare in vari monasteri di clausura.
 

Negli anni '80, alcune suore hanno manifestato al Consiglio Generale, con le loro domande, di attuare il desiderio di Don Orione per dare finalmente inizio alla vita claustrale.

Il Capitolo generale del 1987 approvò la mozione di avviare un’esperienza di comunità di stretta clausura entro il sessennio.
Nel 1990 ebbe inizio il nuovo “Ramo” di vita contemplativa.

San Luigi Orione, fin dalle origini della Famiglia Religiosa delle Piccole Suore Missionarie della Carità P.S.M.C. (1915), cosi esprimeva il sua volontà:
 

“E che si facciano parecchie famiglie religiose, che siano come i rami di un’unica pianta. E alcune famiglie saranno per la vita attiva e altre per la vita contemplativa" 
 

(D.O. alle PSMC pag. 28 - anno 1916) 

 

 

“Se piacerà a Dio, il vostro Istituto si estenderà, da esso partiranno altri “Rami” che professando le stesse regole fondamentali… avranno poi ciascuno di essi, regole adatte secondo quello scopo e quel fine a cui li destinerà la Divina Provvidenza… Così ci saranno le adoratrici del Santissimo Sacramento, le suore di clausura”… 
 

(D.O. alle PSMC. pag. 84 - anno 1917) 

 

 

...“quelle poi che saranno chiamate alla clausura, ad adorare Nostro Signore, aiuteranno le compagne con le loro preghiere. Beato loro, beate tutte che siete chiamate a servire il Signore”. 


(D.O. alle PSMC. pag. 59 - anno 1917)
 

 

 

Ecco come il settimanale “IL POPOLO” di Tortona dà la notizia dell’inizio del ”Ramo” delle Suore contemplative di Gesù Crocifisso:


A Tortona una Casa di clausura.

Un nuovo germoglio nella Famiglia Orionina sulle pendici del Castello.



Venerdì 14 settembre Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, pur nel silenzioso riserbo che conveniva a tale evento, ha avuto luogo nella nostra città quello che può dirsi il germoglio di un nuovo significativo “Ramo” in quel grande albero costituito dalla polivalente Opera di Don Orione.
Le suore orionine, Piccole Missionarie della Carità, hanno dato vita a una tipica famiglia che, pur mantenendo la perfetta unità e le stesse regole dell’Istituto, vuole manifestare nel suo essere la ricchezza contemplativa del Fondatore.
“Da tempo – ha detto una nota personalità del mondo ecclesiale romano – ci si attendeva che quel nucleo ricchissimo di interiorità che ha generato le molteplici attività orionine, trovasse adeguata espletazione esteriore in un gruppo di anime esclusivamente contemplative”.
Già Don Orione, in alcune sue lettere alle sue figlie spirituali, aveva predetta la futura realtà di questa famiglia totalmente dedita alla preghiera, in clima di assoluto silenzio e rigorosa clausura.
In altre parole la profonda e geniale dimensione contemplativa di Don Orione trova così una più esplicita realizzazione in seno alla sua fondazione femminile. “Contemplative di Gesù Crocifisso” è la denominazione delle novelle claustrali nel ricordo di quella che è stata la devozione più grande dell’apostolo tortonese.
Cinque anime generose che, nella loro umiltà, preferiscono rimanere note a Dio solo, sono state come le pioniere di tale movimento, dovuto soprattrutto allo zelo intelligente ed aperto della Superiora Generale, Madre Maria Elisa Armendàriz.
Il piccolo gruppo ha aperto la sua sede, almeno per ora, nei locali di Villa Charitas, ai piedi del vetusto castello cittadino, ove probabilmente, in epoca romana, sorgeva la prima chiesa della nostra antichissima Diocesi.
Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Luigi Bongianino, che ha subito colto con il suo intuito pastorale e la sua “consuetudo” con il mondo orionino, la preziosità del nuovo germoglio, ha voluto personalmente inaugurare e benedire i locali. Nell’omelia alle religiose e ai presenti, ha paragonato le generose contemplative, già per lunghi anni maturate nel servizio caritativo ai più poveri, a rigogliosi rami che ora si trasformano in radici nascoste, ma assai più proficue per il rigoglio della famiglia orionina.
Quella piccola cappella, in sede cosi adatta e silenziosa, che in passato aveva risuonato de canti argentini di piccoli ospiti, e poi era rimasta per un poco tacita testimone della presenza del Divino ospite, ora si è trasformata in un centro diffusivo di spiritualità per le suore, per l’intera Congregazione, per la Diocesi e la Chiesa stessa. Il Vescovo ha inoltre sottolineato i valori perenni e il primato della vita contemplativa come segno di una privilegiata intimità con Dio, nella quiete dell’orazione, ma ancor più nella generosa immolazione di sé, ben espressa dalla significativa coincidenza con la festa della Santa Croce.
È seguita quindi una semplice e composta processione delle religiose, guidate dalla Madre Generale, che ha accompagnato le neo contemplative nella loro sede, che ormai più nessuno potrà varcare, vincolata dalle rigorose leggi della clausura: locali quanto mai poveri che rammentano gli inizi dell’Opera di Don Orione, quasi angusti per chi vi si racchiude per sempre, ma esalanti tanta interiorità, serenità, sete e ricerca di Dio Solo.
Fra le tante inaugurazioni orionine forse nessuna si è svolta con tanta segretezza in ambito solo ecclesiale e religioso. La città neppure si è accorta di quanto si verificava ai piedi del suo Castello. Ma è questa la via normale delle opere di Dio.
La mano della Provvidenza è apparsa palese anche nello svolgersi della stessa funzione: i frutti li farà conoscere a suo tempo lo Spirito Santo. Crediamo modestamente di essere di fronte a uno dei cosiddetti segni dei tempi. Oggi non è raro nei vari Istituti religiosi riscontrare un risveglio contemplativo di cui il mondo attuale ha tanto bisogno.
“Anche qui l’Opera di Don Orione non ha voluto rimanere indietro, ma subito pienamente rispondere a un’esigenza che porta i segni dello Spirito e in tal modo esaudire un nascosto ma costante anelito che da tempo contrassegnava alcune delle più generose figlie dell’Apostolo della Carità e, forse inconsciamente, tutti sentivamo”.


Don Ignazio Terzi F.D.P.
(Tratti dal settimanale “IL POPOLO” 23 settembre 1990) 

 

 

Dopo solo 23 giorni dall’inizio, il 7 ottobre 1990 il Signore ha chiamato a sé Suor Maria Margherita Balossi, la prima superiora delle Suore contemplative. Nata a Cisano Bergamo il 23/11/1912, fu tra le prime missionarie in Argentina inviate dallo stesso Don Orione nel 1936.

L’8 dicembre 1990, solennità dell’Immacolata Concezione, si è svolta, con una semplice celebrazione, la cerimonia per la vestizione si quattro suore che indossarono l’abito delle contemplative. Anche una novizia, che aveva terminato il secondo anno di noviziato e che aspettava l’avvio di questo “Ramo”, fece la sua prima vestizione.

Il 20 settembre 1993 la Sacra Congregazione ha approvato il “Ramo” delle “Suore Contemplative di Gesù Crocifisso” quale parte integrante della famiglia delle Piccole Suore Missionarie della Carità, con il fine specifico:


“La finalità specifica delle “Suore Contemplative di Gesù Crocifisso” è vivere in olocausto nella perfetta carità al servizio di Dio, per il bene della Chiesa e dei fratelli più poveri.
Nella contemplazione di Gesù Crocifisso, mediante una vita semplice, silenziosa,nascosta e immolata con Cristo in Dio, intendono realizzare il progetto di S. Luigi Orione dell’ “INSTAURARE OMNIA IN CRISTO” per fare unità col Papa e i poveri e con le sorelle di vita attiva”
 

Dopo un primo periodo vissuto ad Anzio, le suore contemplative hanno ricevuto una sede adeguata a Tortona in cui vivere e realizzare la propria missione: Villa Charitas.  L’ex Istituto per bambini, dopo aver subito dei lavori di adeguamento, il 22 maggio 1994, solennità di Pentecoste, viene inaugurata e le suore contemplative fanno ritorno a Tortona.

Il 16 marzo 1998 è tornata alla casa del Padre suor Maria Ester della Passione, la seconda Superiora della comunità. Nata il 26/3/1936 a Corrientes (Argentina), dopo aver svolto il suo apostolato missionario con gli handicappati nei piccoli “Cottolengo”, prima in Argentina e poi in Spagna, era entrata a far parte del  “Ramo” delle Suore contemplative. Dopo la repentina morte di suor M. Margherita, aveva organizzato  lo stile di vita di questo piccolo “germoglio” e per otto anni non si era risparmiata, cercando di approfondire il carisma orionino contemplativo.

Il 24 maggio 1998 è arrivata nella comunità suor Maria Luce, invitata dalla stessa Madre Generale per accompagnare il cammino di questa comunità. Suor M. Luce accettò subito di vivere come le contemplative e di farne parte come membro, vestendo il nuovo abito il 25/3/1999.

Subito dopo la canonizzazione di Don Orione, il Signore ha donato a questa comunità una nuova vocazione. Dopo un primo periodo di formazione e il primo anno canonico di Noviziato, l’8 dicembre del 2006, Solennità dell’Immacolata Concezione, ha vestito l’ abito delle Novizie.

La denominazione del “Ramo”, scelta dal Capitolo Generale, ha una sua motivazione:
San Luigi Orione era uomo profondamente contemplativo e innamorato de Gesù Crocifisso. La sua devozione alla Croce e a Gesù Crocifisso fu uno dei cardini della sua spiritualità. Vero apostolo della carità, animato da uno zelo instancabile, il suo grido di battaglia fu:”Anime, Anime”! Era quello un’eco del grido lanciato dalla Vittima Divina sul Golgota, divorata dalla sete di anime: “Sitio”… “Nostro Signore Gesù Crocifisso è la scienza, il nostro tesoro, il nostro amore, la nostra vita il nostro tutto”… “Noi siamo gli inebriati della carità e i pazzi della Croce di Cristo Crocifisso”…
Scrive Don Carlo Sterpi: Gesù Crocifisso era tutto il suo amore reale, amore effettivo, non limitato ad espressioni sentimentalistiche.
Il “Ramo” delle Suore Contemplative de Gesù Crocifisso prende, appunto la sua denominazione, dall’amore appassionato al Crocifisso di San Luigi Orione, suo fondatore.

La preghiera e la contemplazione sono il luogo di accoglienza della Parola di Dio e, nello stesso tempo, esse scaturiscono dall’ascolto della Parola". 
 

Ripartire da Cristo n° 25  

 

 

“Le comunità claustrali, poste come città sul monte e lucerne sul lucerniere, pur nella semplicità della loro vita, raffigurano visibilmente la meta verso cui cammina l’intera comunità ecclesiale che, “ardente nell’ azione e dedita alla contemplazione”, avanza sulle le strade del tempo con lo sguardo fisso alla futura ricapitolazione di tutto in Cristo, quando la Chiesa “col suo Sposo comparirà rivestita di gloria…". 


Vita Consacrata n° 59