Sito ufficiale delle Piccole Suore Missionarie della Carità (Don Orione)

Burkina Faso: Le suore di Don Orione a Nako diocesi di Gaoua

06 novembre

anteprima1 0611017Suor M. Irma Rabasa Consigliera generale delle PSMC, ci racconta il suo viaggio in Costa d’Avorio, (paese nel quale è stata missionaria per 13 anni), dove si è recata insieme a Sr. M. Jozefa Kalinowska Economa generale, per fare visita alle consorelle e festeggiare i 10 anni di attività dell’Ospedale di Anyama.

 

"Nell’ambito della visita alla Vice delegazione Nostra Signora della Speranza, che comprende Costa d’Avorio, Togo e Burkina Faso, realizzata in occasione dei dieci anni dell’Ospedale di Anyama; siamo andate insieme a Suor Maria Jozefa (Economa generale) a trovare le nostre consorelle della nuova comunità aperta a Nako, nella diocesi di Gaoua, in Burkina Faso. Questa nuova diocesi si trova al confine tra il Burkina Faso, il Ghana (ad est) e la Costa d’Avorio (a sud).

 

Dopo una giornata di viaggio su strade incredibilmente disagiate, siamo arrivate alla città di Nako. Siamo rimaste colpite da questa nuova realtà veramente missionaria di prima evangelizzazione, in una diocesi eretta da cinque anni, che conta, secondo i dati del vescovo del luogo Mons. Modeste Kambou, circa 500.000 abitanti, dei quali solo il 6 % di fede cristiana. Il resto della popolazione è costituita da animisti, fortemente radicati nelle tradizioni e usanze degli antenati, che a volte costituiscono una ricchezza, ma altre, a causa della paura e della superstizione impediscono iniziative di sviluppo nel villaggio.

Nella popolazione locale non ci sono musulmani, che sono invece la maggioranza nel Burkina.

A Nako sono pochi i sacerdoti e le nuove parrocchie; le distanze sono molto grandi e le strade veramente difficili, come anche la vita della gente del posto che vive di quello che semina una volta all’anno (granoturco, miglio, ecc.) dipendendo anche della pioggia che in questi ultimi anni non è stata regolare come prima. Come tante altre diocesi dell’Africa, le Chiese locali contano sulla preziosa collaborazione dei catechisti che accompagnano le famiglie e le comunità, formano i catecumeni e traduco, tante volte, quello che dice il sacerdote quando quest’ultimo appartiene ad un’altra etnia e non parla la lingua del luogo. Per questo la Chiesa locale cerca di offrire loro pezzi di terra e qualche animale, perché possano vivere con una certa tranquillità insieme anche alle loro famiglie.

 

Il vescovo Mons. Modeste Kambou, aveva costruito una modesta casa per le suore in due villaggi ed aveva scritto a ben 17 congregazione chiedendo di venire a vivere in questa nuova e difficile realtà, lontane da tutto. Da parecchi anni aveva una sciarpa della canonizzazione di Don Orione, donatagli dal Direttore generale di quel tempo, Don Flavio Peloso. Mettendola sull’altare pregava Don Orione per l’arrivo di una congregazione che potesse aiutarlo in questo lavoro di prima evangelizzazione, ci ha emozionato la gratitudine e la gioia che lui ha per la nostra presenza nella sua diocesi. Le suore che sono qui da fine luglio 2017, hanno cercato di rendere la casa più bella e confortevole; piantando anche qualche fiore e pianta attorno alla casa, in una terra deserta dove mancano spesso acqua e luce, ma dove c’è tanto da fare con i numerosi bambini e i giovani del villaggio.

 

Le case si trovano disseminate e lontane le une dalle altre, nella parrocchia c’è una costruzione abbastanza precaria con due stanzette che ospitano una quindicina di giovani ragazzi e ragazze che frequentano il liceo e abitano lontano. Come sempre in Africa la maggioranza dei cristiani è rappresentata dai giovani e il loro accompagnamento, la promozione delle giovani mamme e l’educazione dei bambini, sono già al centro dell’attività evangelizzatrice che le suore hanno cominciato a fare sul posto. Un posto di sfida e di periferia, dove la gente aspetta ancora l’annuncio della Buona Novella dell’Amore Provvidente e Misericordioso di Dio".

Suor M. Irma

Last modified on Lunedì 06 Novembre 2017 12:49