PICCOLE SUORE MISSIONARIE DELLA CARITÁ - DON ORIONE
28 Agosto 08

 
 

Una famiglia di Suore scaturita dal cuore, infiammato d'amore per l'Eucaristia, di Don Orione che fin da chierico, come custode del Duomo di Tortona, trascorreva lunghe notti in ore di adorazione e meditazione presso l'altare del SS. Sacramento.
L'idea di fondare una Congregazione di Suore non vedenti ebbe origine nel 1913, dal suggerimento del Prof. Augusto Romagnoli,cieco e Direttore dell'Istituto dei Ciechi "Regina Margherita" di Roma, in cui venivano accolte giovani che, manifestando segni di vocazione religiosa, non riuscivano a viverla negli altri Istituti di allora a causa della loro cecità.
Il 16 giugno 1916 scrivendo da Roma, Don Orione dice:
"Per S. Pietro manderò lassù un'altra buona figliola cieca e poi... poi alcune altre, e così, se piacerà al Signore, la prima famiglia religiosa che uscirà da noi sarà delle suore cieche e queste, che sono cieche, serviranno Gesù in Sacramento anche per le altre cieche. Poi si farà quello che Dio vorrà con la sua grazia. Se Dio vorrà, farà bene lui tutto...".
Lo Spirito Santo, incaricato di far fiorire la varietà dei carismi della Chiesa, illuminò Don Orione e gli fece fondare una Congregazione per persone impossibilitate, per problemi di vista, a vivere la consacrazione religiosa e le fece partecipi del carisma.
Le Suore Sacramentine sono la terza opera fondata da Don Orione, dopo la Congregazione dei Figli della Divina Provvidenza, i sacerdoti suoi primi collaboratori, , e la fondazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità.
Nel 1915, dopo pochi mesi la fondazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, Don Orione accettò la prima giovane non vedente desiderosa d'accogliere l'appello di Dio per essere tutta sua e realizzare il suo progetto d'amore.
Negli anni successivi, altre giovani spinte dallo stesso desiderio entrarono a far parte della famiglia delle Suore Sacramentine.
È noto che Don Orione sentì l'esigenza di assicurare alle sue crescenti opere il sostegno spirituale di "anime oranti", mentre insistenti gli arrivavano richieste di aprire le porte di monasteri anche a ragazze non vedenti. Ne aveva già accolta qualcuna tra le Suore ed il 15 agosto del 1927 riunì le prime quattro di loro, suor Maria Tarcisia dell'Incarnazione, suor Maria Giuseppina dell'Assunzione, suor Maria Chiara del SS. Sacramento e suor Maria Annunziata della SS.ma Trinità e nacque il gruppo delle Sacramentine non vedenti, impegnate ai piedi del tabernacolo in una "vita di immolazione, di adorazione, di salmodia, in spirito di pura vivissima fede e di amore ardente per la Chiesa, il Papa, i sacerdoti, i sofferenti, i lontani da Dio.
Fu una vera rivoluzione nel contesto storico di allora, quando la discriminazione sociale era più forte rispetto ai nostri giorni; Don Orione fece comprendere che la cattolicità del carisma è azione della Divina Provvidenza, che lo aveva scelto come strumento di questa nuova famiglia nella Chiesa.
La prima responsabile del gruppo delle Sacramentine fu una donna di eccezionale virtù, Suor Maria Tarcisia, morta il 6 aprile 1964. Si chiamava Angelina Jona ed era nata a Trevi nel Lazio. A tre anni, colpita dal vaiolo, era rimasta cieca del tutto e a sette anni fu accolta nell'Istituto per ciechi "Regina Margherita" di Roma.
Nel 1916 incontrò per la prima volta Don Orione ed dal colloquio avuto intuì che presso di lui si sarebbe concretizzata la sua aspirazione di consacrarsi al Signore. Accolta, infatti, tra le suore orionine nel 1917, vi trovò qualche un’altra postulante come lei non vedente.
Fu lei che, nel 1942, accolse la richiesta del vescovo di San Severino Marche di aprire una nuova casa, la seconda fondazione, alla quale seguirono le altre in Argentina, Spagna, Brasile, Kenya e Cile.

Dal 9 al 16 agosto 1990 si tenne l’Assemblea delle Suore Sacramentine, a cui presero parte le comunità dell'Italia, della Spagna e del Kenya ed una rappresentanza delle comunità dell'Argentina, del Brasile e del Cile, sul tema: "Personificare, nella Congregazione, la preghiera" come approfondimento del carisma orionino nella specifica finalità di Sacramentine Adoratrici.
Il 18 ottobre 1995 le Sacramentine giunsero ad Elbasan, in Albania.
Le Suore vivono come Maria nel cuore della Chiesa. In unione con Gesù, Mediatore e vittima, vivono lo spirito eucaristico per una vera testimonianza di vita eminentemente apostolica, con vera pietà liturgica e nascondimento profondo. Offrono al Signore la privazione della vista per i fratelli che non conoscono la verità.
Le Sacramentine sono chiamate ad essere testimoni viventi del volto di Cristo Orante: si impegnano nel nascondimento a far risplendere gli occhi dello spirito attraverso la contemplazione di Cristo, nascosto nel grande Sacramento dell'Eucaristia; sostengono e potenziano, con la preghiera di adorazione, ringraziamento e impetrazione, l'apostolato delle Piccole Suore Missionarie della Carità e dei Figli della Divina Provvidenza, pregano per il Sommo Pontefice e "contribuiscono, con una misteriosa fecondità apostolica, alla crescita di tutto il popolo di Dio, per tutta la Chiesa" (Vita Consacrata, 8).