Una
famiglia di Suore scaturita dal
cuore, infiammato d'amore per l'Eucaristia,
di Don Orione che fin da
chierico, come custode del Duomo
di Tortona, trascorreva lunghe notti
in ore di adorazione e meditazione
presso l'altare del SS. Sacramento.
L'idea di fondare
una Congregazione di Suore non vedenti
ebbe origine nel 1913,
dal suggerimento del Prof. Augusto
Romagnoli,cieco e Direttore dell'Istituto
dei Ciechi "Regina Margherita"
di Roma, in cui venivano accolte
giovani che, manifestando segni
di vocazione religiosa, non riuscivano
a viverla negli altri Istituti di
allora a causa della loro cecità.
Il 16 giugno 1916
scrivendo da Roma, Don Orione dice:
"Per S. Pietro manderò
lassù un'altra buona figliola
cieca e poi... poi alcune altre,
e così, se piacerà
al Signore, la prima famiglia religiosa
che uscirà da noi sarà
delle suore cieche e queste, che
sono cieche, serviranno Gesù
in Sacramento anche per le altre
cieche. Poi si farà quello
che Dio vorrà con la sua
grazia. Se Dio vorrà, farà
bene lui tutto...".
Lo Spirito Santo, incaricato di
far fiorire la varietà dei
carismi della Chiesa, illuminò
Don Orione e gli fece fondare una
Congregazione per persone impossibilitate,
per problemi di vista, a vivere
la consacrazione religiosa e le
fece partecipi del carisma.
Le Suore Sacramentine sono la terza
opera fondata da Don Orione, dopo
la Congregazione dei Figli della
Divina Provvidenza, i sacerdoti
suoi primi collaboratori, , e la
fondazione delle Piccole Suore Missionarie
della Carità.
Nel 1915, dopo pochi mesi la fondazione
delle Piccole Suore Missionarie
della Carità, Don Orione
accettò la prima giovane
non vedente desiderosa d'accogliere
l'appello di Dio per essere tutta
sua e realizzare il suo progetto
d'amore.
Negli anni successivi, altre giovani
spinte dallo stesso desiderio entrarono
a far parte della famiglia delle
Suore Sacramentine.
È noto che Don Orione sentì
l'esigenza di assicurare alle sue
crescenti opere il sostegno spirituale
di "anime oranti", mentre
insistenti gli arrivavano richieste
di aprire le porte di monasteri
anche a ragazze non vedenti. Ne
aveva già accolta qualcuna
tra le Suore ed il 15 agosto
del 1927 riunì le
prime quattro di loro, suor Maria
Tarcisia dell'Incarnazione, suor
Maria Giuseppina dell'Assunzione,
suor Maria Chiara del SS. Sacramento
e suor Maria Annunziata della SS.ma
Trinità e nacque
il gruppo delle Sacramentine non
vedenti, impegnate ai piedi
del tabernacolo in una "vita
di immolazione, di adorazione, di
salmodia, in spirito di pura vivissima
fede e di amore ardente per la Chiesa,
il Papa, i sacerdoti, i sofferenti,
i lontani da Dio.
Fu una vera rivoluzione nel contesto
storico di allora, quando la discriminazione
sociale era più forte rispetto
ai nostri giorni; Don Orione fece
comprendere che la cattolicità
del carisma è azione della
Divina Provvidenza, che lo aveva
scelto come strumento di questa
nuova famiglia nella Chiesa.
La prima responsabile del gruppo
delle Sacramentine fu una donna
di eccezionale virtù, Suor
Maria Tarcisia, morta il
6 aprile 1964. Si chiamava Angelina
Jona ed era nata a Trevi nel Lazio.
A tre anni, colpita dal vaiolo,
era rimasta cieca del tutto e a
sette anni fu accolta nell'Istituto
per ciechi "Regina Margherita"
di Roma.
Nel 1916 incontrò per la
prima volta Don Orione ed dal colloquio
avuto intuì che presso di
lui si sarebbe concretizzata la
sua aspirazione di consacrarsi al
Signore. Accolta, infatti, tra le
suore orionine nel 1917, vi trovò
qualche un’altra postulante
come lei non vedente.
Fu lei che, nel 1942, accolse la
richiesta del vescovo di San Severino
Marche di aprire una nuova casa,
la seconda fondazione, alla quale
seguirono le altre in Argentina,
Spagna, Brasile, Kenya e Cile.
Dal 9 al 16 agosto 1990 si tenne
l’Assemblea delle Suore Sacramentine,
a cui presero parte le comunità
dell'Italia, della Spagna e del
Kenya ed una rappresentanza delle
comunità dell'Argentina,
del Brasile e del Cile, sul tema:
"Personificare, nella Congregazione,
la preghiera" come approfondimento
del carisma orionino nella specifica
finalità di Sacramentine
Adoratrici.
Il 18 ottobre 1995 le Sacramentine
giunsero ad Elbasan, in Albania.
Le Suore vivono come Maria nel cuore
della Chiesa. In unione con Gesù,
Mediatore e vittima, vivono lo spirito
eucaristico per una vera testimonianza
di vita eminentemente apostolica,
con vera pietà liturgica
e nascondimento profondo. Offrono
al Signore la privazione della vista
per i fratelli che non conoscono
la verità.
Le Sacramentine sono chiamate ad
essere testimoni viventi del volto
di Cristo Orante: si impegnano nel
nascondimento a far risplendere
gli occhi dello spirito attraverso
la contemplazione di Cristo, nascosto
nel grande Sacramento dell'Eucaristia;
sostengono e potenziano, con la
preghiera di adorazione, ringraziamento
e impetrazione, l'apostolato delle
Piccole Suore Missionarie della
Carità e dei Figli della
Divina Provvidenza, pregano per
il Sommo Pontefice e "contribuiscono,
con una misteriosa fecondità
apostolica, alla crescita di tutto
il popolo di Dio, per tutta la Chiesa"
(Vita Consacrata, 8).