Si è concluso con la celebrazione dei Giubilei di Vita Consacrata, l’Itinerario di formazione carismatica 2026.
È stato un tempo significativo di formazione al carisma, vissuto attraverso momenti di approfondimento, riflessioni personali e di gruppo, pellegrinaggi in alcuni luoghi orionini e la partecipazione alla Novena della Madonna della Guardia. Tanti momenti sono stati condivisi con gioia insieme ai confratelli orionini, in un bel clima di famiglia.
Parole come ritornare alle radici, una memoria che vive, custodire le radici, radici condivise, un ritorno al cuore, memoria e gratitudine, passi che rimangono, un’esperienza da custodire sono rimaste nel cuore di ciascuna e oggi fanno eco al canto di Maria: «Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente» (Lc 1,49).
Il 29 agosto, nella solennità della Madonna della Guardia, secondo la tradizione, le suore che hanno partecipato all’itinerario carismatico hanno celebrato il loro Giubileo di Vita Consacrata. È stato un momento vissuto insieme ai confratelli orionini che celebravano anch’essi il loro Giubileo, alla presenza della Famiglia carismatica orionina e di tantissimi fedeli che, come ogni anno, gremivano il Santuario.
Durante la celebrazione, i Superiori generali, Padre Tarcisio e Madre M. Alicja hanno letto i nomi delle religiose e dei religiosi giubilari e hanno rivolto loro alcune parole di saluto.
Madre Maria Alcja, in vista della cerimonia di tumulazione di Mamma Carolina, che avverrà oggi pomeriggio nella cripta del Santuario della Madonna della Guardia, dove sarà ricongiunta, dopo lunghi anni, al figlio Luigi, ha voluto richiamare la figura di questa donna semplice e tanto significativa nella vita di Don Orione.
Nel corso della cerimonia ha letto un brano nel quale il Santo rievoca con gratitudine e affetto la madre, ricordandone la semplicità, la fede e il buon senso. Don Orione ne sottolinea soprattutto la dedizione ai figli, la capacità di sacrificarsi per loro e la sua intensa vita di preghiera: una madre che, prima ancora di pensare a se stessa, affidava i propri figli al Signore.
La celebrazione del Giubileo si è così intrecciata con la memoria di Mamma Carolina, riportando ancora una volta al cuore delle giubilari le radici della propria vocazione e del carisma ricevuto.
Un percorso che si è concluso, ma che come sempre lascia un invito a continuare a custodire quanto vissuto e a portarlo nella vita quotidiana, con gratitudine e con lo sguardo rivolto al futuro.
Ave Maria e Avanti!


















