Ricorre oggi, 30 aprile, la memoria di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, una figura di grande ispirazione per Don Orione e per tutta la sua opera.
Il Cottolengo fu infatti un punto di riferimento essenziale per Don Orione, che ne seguì l’esempio nella realizzazione di opere di carità, caratterizzate anche dall’apertura di istituti di accoglienza – “Cottolenghi” – ispirati al santo torinese.
Don Orione si ispirò profondamente al carisma del Cottolengo e ne fece proprio lo spirito, adottando anche il suo motto “Caritas Christi urget nos!”, espressione che sintetizza l’urgenza dell’amore di Cristo nel servizio ai più deboli. Fin dagli inizi, San G. B. Cottolengo fu posto come patrono della nostra Congregazione. Don Orione desiderava profondamente che nei suoi istituti si leggesse sempre la vita del santo e che questa tradizione continuasse anche dopo la sua morte, segno della grande stima e devozione che nutriva nei suoi confronti.
Di seguito pubblichiamo alcuni documenti per approfondire la conoscenza di questa figura e della sua influenza su Don Orione: due uomini uniti da un cuore aperto a tutti, senza confini.
- “San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Luigi Orione: due cuori senza confini”
(di Alicja Kedziora e Aurelio Fusi). - “San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Luigi Orione: due cuori senza confini”
(Materiale realizzato in occasione del Convegno a 200 anni dall’ordinazione sacerdotale di S. G. B. Cottolengo, Torino, 20-22 aprile 2012).







