06 settembre

 

anteprima_06092013_2La Superiora generale Madre M. Mabel Spagnuolo ha partecipato alla celebrazione eucaristica presieduta questa mattina a Casa Santa Marta da Papa Francesco. Con lei le Suore Sacramentine non vedenti Sr. M. Margarita Ramirez (Argentina), Sr. M. Luz Ojeda (Chile), Sr. M. Dominika Maciejewicz (Polonia), che la prossima settimana partiranno per la missione del Kenya, per unirsi alla comunità delle Sacramentine di Meru. Insieme al gruppo anche Sr. M Pia Carvajal Urbina, Sacramentina del Cile, che ha celebrato in agosto a Tortona il 25° della Vita religiosa.

Durante l’omelia il Papa ha affermato che il cristiano sia sempre gioioso come quando si va a nozze: “Gesù ci chiede a noi la gioia della festa, la gioia di essere cristiani. E ci chiede pure la totalità: è tutto Lui. E se noi abbiamo qualcosa che non è di Lui, pentirsi, chiedere perdono e andare avanti. Che il Signore ci dia, a tutti noi, la grazia di avere sempre questa gioia, come se andassimo a nozze. E anche avere questa fedeltà che è l’unico sposo è il Signore”.

Dopo la celebrazione la Superiora generale ha salutato il Pontefice, presentandogli le consorelle che erano con lei. Papa Francesco come sempre ha ricambiato con gioia e affetto i loro saluti. Inoltre il Santo Padre ha benedetto tutte le PSMC sparse nel mondo che si preparano al Centenario della Fondazione e ci ha donato la sua firma come segno del suo affetto e vicinanza.

Pubblicato in 2013

14 giugno

 

Cappella Santa MartaQuesta mattina il Papa ha celebrato la Messa a Santa Marta alla presenza del personale delle ambasciate e dei consolati dell’Argentina in Italia e presso la Fao. Il Pontefice  ha pronunciato la sua omelia in spagnolo, ed ha confidato era “dal 26 febbraio che non celebravo la Messa in spagnolo”, “mi ha fatto molto bene”.

Papa Francesco ha svolto la sua omelia muovendo dall’esortazione rivolta da Gesù ai suoi discepoli “La vostra giustizia sia superiore a quella dei farisei”.

Chi “entra nella vita cristiana”, ha detto il Papa, non gode di “vantaggi” rispetto agli altri, ma, piuttosto, ha “esigenze superiori a quelle degli altri”. Ad esempio, se un cristiano parla male di un suo fratello “merita l’inferno” e si deve “convertire”, deve “cambiare”.   Un “insulto”, una “arrabbiatura” verso un fratello è “qualcosa che si dà nella linea della morte”, ha commentato il Pontefice.

Il Papa ha quindi chiesto al Signore “che ci dia a tutti la grazia di fare attenzione maggiormente alla lingua, riguardo a quello che diciamo degli altri”: si tratta di una “piccola penitenza ma dà buoni frutti”.

per approfondire 
Pubblicato in 2013

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