L’originalità carismatica delle PSMC nella Chiesa.

La santità fa presente nel mondo il mistero di un Dio Trinità che si comunica e vive nel cuore dell’uomo.

Nei santi si prolunga in qualche modo il mistero dell’incarnazione in una concretezza storica, all’insegna delle fede, speranza e carità. Quando ci si avvicina ad un santo ci si avvicina al mistero di una coscienza e allo Spirito Santo che vi abita interiormente e che tutto unifica; quello stesso Spirito si fa carne, si fa storia.

I carismi che manifestano la bellezza della Chiesa vivono e si manifestano avvenendo”. Quindi hanno origine da un’esperienza spirituale, da un contatto ed esegesi del Vangelo, in un determinato contesto storico e come risposta a determinate provocazioni. 

Don Orione nasce a Pontecurone nel 1872 e muore a San Remo nel 1940, in un momento storico ricco di fermenti culturali ed ideologici, eventi e svolte che riguardano la Chiesa e lo Stato. Pur avendo elementi di continuità con l’epoca precedente questo scorcio di secolo, erede dell’illuminismo, crea una civiltà nuova che ama sganciarsi dal tessuto cristiano tradizionale. Ci troviamo di fronte alla frattura tra Chiesa e Stato avvenuta con la presa di Roma nel 1870 che darà origine alla “questione romana”, l’avvento dello Stato liberale, l’unità d’Italia, con movimenti e iniziative antiecclesiastiche.

Inizialmente di fronte a tutto questo, anche al Modernismo, la Chiesa reagisce isolandosi, poi comincia a tentare di inserirsi nel sociale, dall’assenteismo alla riconquista di una presenza significativa nella società. Ed è proprio nell’’800 che in Italia sorgono tante congregazioni di vita attiva con un apostolato specifico nel campo dell’insegnamento, dell’educazione dei giovani, dell'assistenza ai poveri, agli anziani, agli orfani, ai malati… Le nuove ideologie come il socialismo, il liberalismo, il comunismo rischiavano di allontanare il popolo dalla Chiesa, anzi di creare un fossato tra i due.

Don Orione si forma in questo particolare periodo storico con il quale cerca di sintonizzarsi e nello stesso tempo di anticipare sul piano delle intuizioni delle concezioni riformatrici, come la forte propensione all’azione, la fiducia nella Chiesa e nell’uomo. Egli stesso fa esperienza nella sua vita di un Dio inteso come provvidenza, per cui in questo particolare momento storico in cui l’umanità cambia pagina, don Orione si mette al servizio di un popolo che cambia, con un amore sviscerato alla Chiesa, in quanto solo questa è in grado di visibilizzare la Provvidenza nella carità nell’unità. Intuisce che il mezzo più potente per un mondo incredulo e affamato di risposte concrete è il linguaggio della carità: Solo la carità salverà il mondo!

Per Don Orione il Papa è il centro dell’unità visibile del popolo di Dio. Già da chierico fonda la Piccola Opera della Divina Provvidenza con innumerevoli opere di carità che avranno una finalizzazione ecclesiale perché vogliono ricondurre all’unità interna del popolo e del popolo con Cristo attraverso l’amore al Papa e alla Chiesa. Il suo motto “Instaurare omnia in Christo, in ecclesia, in caritate".

Fa nascere una varietà di opere come gli oratori, le colonie agricole, le scuole professionali, i piccoli cottolenghi, le missioni e dopo aver elencate ben 54 opere dirà: ”e tutte quelle opere di fede e di carità che secondo i bisogni dei paesi e dei tempi piacesse alla s. sede di indicarci come atti a rinnovare in Gesù Cristo la società”. ”In tutte le espressioni della carità di don Orione come fondatore del Figli della Divina Provvidenza e delle Piccole Suore Missonarie della Carità troviamo una finalizzazione ecclesiale della carità con una dimensione sociale che vuol dire la scelta dei più poveri. Infatti le PSMC, nate nel 1915, avranno come fine particolare e speciale "l’esercizio della carità verso i prossimi, massime col consacrare la vita a portare alla conoscenza e all’amore di Gesù Cristo, del suo Vicario, il Papa e della santa Chiesa i piccoli figli del popolo e i poveri più lontani da Dio o più abbandonati, mediante l’insegnamento della dottrina cattolica e la pratica delle opere evangeliche di misericordia".

Ed è soprattutto in questa intuizione che il nostro Istituto trova la sua originalità e la sua fisionomia nella Chiesa: il carisma è il perchè e il come della nostra vita nella Chiesa.Sollecitate dalle parole di Cristo: ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e avete dato da bere...In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me…., intendiamo impegnarci con voto nell’esercizio della carità mediante l’insegnamento della dottrina cattolica cristiana e le opere evangeliche di misericordia.

Il voto di carità evidenziando il fine specifico per cui don Orione, ispirato da Dio, ci ha riunite in una famiglia religiosa, sottolinea in modo chiaro e forte la nostra vocazione nella via della carità e il nostro ruolo nella Chiesa come Piccole Suore Missionarie della Carità.

Le opere di misericordia attraverso cui noi serviamo nell’uomo il Figlio dell’Uomo sono segno visibile e mezzo pedagogico credibile ed efficace per aprire gli occhi alla fede e riscaldare i cuori d’amore verso Dio e aiutare le persone ad accogliere il Vangelo. Le opere di carità servono per rendere presente ed esprimere in maniera tangibile la maternità della Chiesa che non è lontana dal popolo e dai suoi tesori, i poveri, ma di esse si prende cura, soprattutto andando  verso le periferie esistenziali di cui parla spesso il Papa oggi.

La carità è la nostra via privilegiata per evangelizzare e per unire al Papa e alla Chiesa; la carità è la cerniera che unisce il popolo a Cristo, alla Chiesa e al Papa, segno visibile dell’ unità di tutti i figli nell’unico Padre.

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