Venerdì, 29 Novembre 2013 12:06

80° Anniversario di Apertura del Piccolo Cottolendo "Don Orione" a Genova - Paverano

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La storia del Paverano inizia verso il 1100: fu sede di numerosi ordini religiosi e dal 1118 divenne priorato dei canonici regolari di Santa Croce in Mortara. Nei cinque secoli seguenti, ospitò i canonici secolari di San Giovanni in Alga, poi il noviziato dei gesuiti e infine i Signori delle Scuole Pie o scolopi. Nel 1656, quando il lazzaretto dell’Artoria non fu più in grado di accogliere gli appestati, l’Istituto Paverano, sotto il commissariato di Sanità di Giovanni Francesco Spinola, supplì alle carenze, grazie anche all’aiuto di molti benefattori.

Nel 1853 Pietro Bernardo Gambaro elargì una cospicua somma di denaro per garantire un asilo sicuro ai poveri; l’Istituto divenne così un ricovero di mendicità […]

Il “Ricovero di mendicità” passava nel 1911 nella nuova sede della Doria e l’amministrazione provinciale destinava il Paverano ad accogliere le “mentecatte”, provenienti dall’ospedale psichiatrico, allora in via Galata, destinato alla demolizione. Al Paverano dispiegarono le loro doti illustri Neuropsichiatri come Morselli e Cerletti. Nel 1931 si inaugurava la nuova clinica a San Martino e lo stabile fu messo in vendita.

A quell’epoca, le istituzioni che aveva già fondato a Genova sembravano a don Orione del tutto insufficienti, limitate, anguste, quasi frammentarie: si rendeva conto che il Piccolo Cottolengo avrebbe avuto possibilità di maggior penetrazione e sviluppo nel contesto della carità cittadina se avesse acquistato una sede centrale di spicco per dimensioni e posizione, che divenisse l’anima di un corpo complesso. Nel maggio del 1929 il viceparroco di Santa Fede, la parrocchia di corso Sardegna, scriveva a don Orione, a nome del parroco mons. Fortunato Cordiglia: «Il 1º luglio il Paverano avrà altra destinazione. Il mio Prevosto e lo stesso Arcivescovo di Genova mons. Minoretti vedrebbero volentieri in quell’Istituto i Figli della Divina Provvidenza».

 

Don Orione non era insensibile alla proposta di rilevare il Paverano. Pregava e faceva pregare.

Così, un pomeriggio decise una visita alla Madonna della Guardia, sul Figogna. Il rettore mons. Malfatti, suo grande amico, lo accolse con gioia e lo invitò a fermarsi poiché il mattino seguente anche lui doveva scendere in città. Don Orione rispose che doveva rientrare e si incamminò giù per la discesa. Quale fu la meraviglia del monsignore quando, il giorno dopo, fece la consueta visita alla cappella dell’Apparizione poco distante dal santuario e vi trovò don Orione che aveva passato la notte in preghiera, per chiedere la grazia di conoscere la volontà di Dio in ordine alle sue opere in Genova. Fu così che don Orione decise di mettere sotto pressione gli amici Boggiano Pico, Pippo Gambaro, Angela Solari Queirolo, Alfonso Dufour, l’avv.to Domingo Rapallo, il cav. Enrico Blondet, il conte Agostino Ravano e il rag. Sciaccaluga. Ci voleva un buon “brain trust”, una concentrazione di cervelli per inquadrare il problema e trovare la soluzione ottimale per le parti in causa. Finalmente l’intesa fu raggiunta.

Ma sovrastava il tutto una grande visione di fede quale soltanto un santo poteva avere: «Non ti impressionare per nulla, scriveva a Enrico Sciaccaluga, vada bene o male. Coraggio! Noi serviamo Gesù Cristo nei poveri, e la Chiesa nei suoi poveri. E poi stiamo lieti  nel Signore». Dopo vari aggiustamenti si arrivò alla firma dell’accordo.

 

Continua a leggere la storia dell'Istituto Paverano e di alcune significative figure di Piccole Suore Missionarie della Carità, come la Venerabile  Sr. M. Plautilla Cavallo,  e Sr M. Innocenza Toigo prima Superiora dell’istituto.

 

Visita la pagina: Don Orione a Genova

 

Messaggi di Don Orione

 

pdf  ITINERARIO ORIONINO a Genova (2.54 MB)

pdf  PICCOLO COTTOLENGO a Paverano (2.97 MB)

pdf  SUOR M. INNOCENZA TOIGO prima Superiora (146.46 kB)                                                                                                

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