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Venerdì, 02 Agosto 2013 08:34

Attualità: Meeting dei Giovani a Caserta

02 agosto

 

manifesto del meetingSi conclude oggi il primo Meeting nazionale “Legalità – Protagonisti della nostra terra” (Caserta, 29 luglio – 2 agosto), promosso dal “Movimento Nazionale Giovani per un Mondo Unito” dei Focolari, insieme ad Associazioni e movimenti impegnati in prima linea nella promozione e sensibilizzazione dell’agire legale, uniti per la realizzazione di spazi dedicati al dialogo e al confronto sui comportamenti che esige una cultura della legalità.

Un momento importante del Meeting è stato l’intervento di Don Ciotti, che si è tenuto il 31 luglio presso il Palavignola.

Don Ciotti ha ricordato con forza ai giovani presenti, provenienti da varie parti d’Italia, che: «La legalità non è l’obiettivo. Non è neppure un valore, ma un prerequisito, uno strumento per raggiungere il fine che è la giustizia» e ancora: «non c’è legalità senza uguaglianza», «se le persone non sono rispettate nei loro diritti e dignità, la legalità diventa strumento di potere e di esclusione». Ha inoltre aggiunto: «La denuncia fondata è anche annuncio di salvezza», ma «il peccato di oggi è la delega», ciascuno invece «deve assumersi la propria responsabilità», terza gamba della democrazia. Poi incalza: «Vi prego, togliete la g a integrazione. Parliamo d’interazione» ed ha spronato i giovani a conoscere, ad approfondire.

 

Il Meeting si concluderà con la partecipazione di Giuseppe Gatti (Sostituto Procuratore DDA - Direzione Distrettuale Antimafia - di Bari) e Gianni Bianco (Giornalista RAI), coautori del libro La legalità del noi; con l'intervento di Antonio Diana (Presidente Fondazione Antiracket Mario Diana); il saluto di Vincenzo Pepe (Presidente di FareAmbiente) ed il dialogo conclusivo dei giovani con Vera Araujo, sociologa, del Movimento dei Focolari.

Mercoledì, 31 Luglio 2013 09:59

PUZZLE del mese di agosto

31 luglio

 

anteprima2_2606013E' online il Puzzle del mese di agosto:  Un "pezzetto" al mese per "Instaurare omnia in Christo".

La riflessione della Superiora generale per approfondire le decisioni dell'XI Capitolo generale.

 

Promuovere azioni concrete di prevenzione della salute integrale, sprattutto verso le suore che svolgono un servizio che comporta un costante sforzo psicofisco e coinvolgimento affettivo.

 

(Dimensione profetica: n° 8 – pag. 46)

Approfondendo la Decisione sullo stile di vita Atti dell’XI CG


Promuovere azioni concrete di prevenzione della salute integrale, sprattuttoverso le suore

che svolgono un servizio che comporta un costante sforzo psicofisco e coinvolgimento affettivo. 

 

(Dimensione profetica: n° 8 – pag. 46)

 

Il "pezzetto" di questo mese ci mette di fronte alla "visione integrale della persona umana (unità e armonia di corpo -psiche - spirito), nella sua centralità e nella sua dignità come figlio di Dio"1. Da questa "visione" nasce la necessità di una "formazione integrale"2, di "accompagnare i processi di maturazione delle persone"3e il bisogno urgente di "promuovere azioni concrete di prevenzione della salute integrale" delle suore".

 

La parola "integrale" si riferisce a ciò che è "intero, completo, totale, parte integrante di un tutto"4. Quando questa parola "integrale" si applica alla persona umana, significa vederla nella sua "integrità", senza dualismi psico-fisici-spirituali, perché Dio ci ha creato non divisi in noi, ma integrati. San Paolo lo dice chiaramente: "tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo" (ITs 5,23). Di questa unità-ìntegralità tutte facciamo esperienza nel quotidiano, tutte possiamo costatare come, se una delle dimensioni è "malata" anche le altre sì risentono. Qualche volta avremo sentito dire: "sta somatizzando!". Cosa significa? Che anche una sofferenza spirituale o una situazione problematica può incidere nella nostra salute fisica, e viceversa, una malattia fisica, la troppa stanchezza o una tensione prolungata, possono influire fortemente nel nostro stato d'animo, nella nostra psiche e, anche, nella nostra vita spirituale. Avete mai fatto qualche esperienza di questo?

 

Questo è il cuore del tema di questo mese. Spesso la nostra vita, la nostra missione o la nostra convivenza comunitaria, esigono "un costante sforzo psicofìsico"; ciò chiede di essere vigilanti per "prevenire" di arrivare a situazioni limite, che sono un vero attentato all'integralità e all'armonia della persona, con l'alto rischio di cadere in forme di stress, dì esaurimento, di svuotamento spirituale, di annientamento delle motivazioni vitali della nostra vita consacrata. "Prevenire" per salvaguardare la "salute integrale" (per salvaguardare la vocazione!). "Prevenire", che significa arrivare prima e non dopo, quando già non ci si può far nulla.

 

Però la Decisione parla anche delle consorelle che "svolgono un servizio che comporta un coinvolgimento affettivo", cioè, le consorelle infermiere o che assistono le suore anziane o ammalate. Il servizio alla persona malata richiede sempre una grande fortezza d'animo, un grande spirito di fede e una specifica professionalità, perché si convive con il dolore, con la sofferenza altrui e, pure, con la morte. Ma per le suore che curano le proprie consorelle c'è il "plus" del "coinvolgimento affettivo", perché si tratta non solo di un “paziente”, ma innanzitutto di una “sorella”. Proprio per questo, si esige molto da loro e, può capitare che, a causa della familiarità e della confidenza, si faccia fatica ad accogliere le loro indicazioni o cure con docilità, obbedienza e gratitudine. "Curiamo le consorelle ammalate nel migliore dei modi con la carità del Signore come una madre, con umiltà grande e affettuosità in Gesù Cristo"5. Ma "quando siamo ammalate accettiamo con spirito di fede e di umiltà, senza pretese, sia il servizio caritatevole delle consorelle, sia la croce della sofferenza6. Cosi questo servizio che "comporta un costante, sforzo" sarà fonte dì serenità, di gioia e di fecondità, per chi lo offre e per chi lo riceve.

 

Allora, è urgente inserire nel Progetto comunitario i tempi e le iniziative concrete di "prevenzione della salute integrale" delle nostre consorelle e che vengano fedelmente rispettate. Ci è anche di aiuto la Decisione n. 1 degli Atti dell'XI Capitolo generale, sulla necessità di stabilire modi e tempi di distensione, e invito a leggerla per intero e attuarla nel Progetto della comunità7. Nel Capitolo si diceva: "curare coloro che curano gli altri"!

 

Anche se la riflessione di questo mese può sembrare rivolta solo alle comunità, dove sono curate le consorelle anziane o ammalate, è invece per tutte noi, ed è la Superiora locale la prima, che deve garantire questo alle suore affidatele. Se la "carità" ci ammala, allora non è vera "carità". La giusta ed equilibrata cura della salute integrale, è un dovere davanti a Dio, e ci aiuterà a vivere con più serenità la nostra vocazione e missione, ci farà consacrate serene, felici, belle della bellezza dì chi ama e serve Cristo nel prossimo. Buona riflessione!



1 PSCM, Atti XI CG, Decisione sullo stile di vita. Dimensione profetica, caratteristiche, pag. 43.

2 Cfr. Arti XI CG, Decisione sullo stile di vita, n. 6; Puzzle del mese di giugno 2013.

3 Cfr. Arti XI CG, Decisione sullo stile di vita, n. 7; Puzze del mese di luglio 2013.4

4 Dizionario online tratto da: Grande Dizionario Italiano di Gabrielli Aldo, Dizionario della Lingua Italiana, Ed. HOEPLI.

5 Costituzioni PSMC, Art. 54.
6 Costituzioni idem.

 7 PSMC, Atti XI CG, Decisione n. 1, Mod

 

Definizione pressa da Wikipedia.it: https://it.wikipedia.org/wiki/Scienze_sociali.

 

pdf pdf PUZZLE Agosto 13 - IT (231.89 kB)

 

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Martedì, 30 Luglio 2013 11:06

PSMC: ricordo dei Primi Voti Canonici

30 luglio

 

 

pagina con la formula dei primi voti scritta da don orioneI Primi Voti Canonici vennero emessi dalle Piccole Suore Missionarie della Carità il 29 luglio del 1927, alcuni anni dopo la loro fondazione avvenuta nel giugno del 1915. Fino ad allora solo le suore che si trovavano in punto di morte, pronunciavano i Voti.

Essi furono emessi al termine degli annuali Esercizi Spirituali. Li pronunciarono, con la nuova Superiora Generale (Madre M. Pazienza), che ricevette pure l’abito religioso, altre tre Suore: Suor Maria Croce Manente, Suor Maria della Guardia Chiricosta e Suor Maria Vincenza Burlando, che poi divenne Sacramentina e prese nome Suor Maria Giovanna della Madre di Dio.

La Congregazione femminile faceva quel giorno un grande passo nella sua stabilizzazione canonica.

Di seguito proponiamo la formula scritta da Don Orione per i Voti di Madre M. Pazienza, al secolo Sebastiana Assunta Tersigni prima Superiora Generale.

Nel Nome della SS. Trinità Padre, Figlio e Spirito Santa, io Sebastiana Assunta Tersigni mi metto alla presenza di Dio e nelle mani di Maria Vergine Immacolata e di Voi Sacerdote Orione Luigi mio Superiore e faccio Voto di povertà, di castità e di obbedienza per un anno secondo le Regole e Costituzioni della Piccola Opera della Divina Provvidenza e delle Suore Missionarie della Carità”.

Alleghiamo il brano del diario della Casa Madre dove viene descritto evento e nella galleria delle foto una lettera di ringraziamento a Don Orione da parte delle prime professe.

 

pdf  Diario dei Primi Voti Canonici delle PSMC (837.1 kB)

30 luglio

 

Sr M. Graciela con alcuni laici Nel mese di luglio le suore della nuova comunità di Marinduque hanno iniziato la pastorale catechistica nella Parrocchia di S. Isidore a Mogpog, curando in particolare la formazione dei catechisti che si recano nelle scuole Medie ed Elementari della zona per la catechesi dei bambini. Nell’Anno della Fede le Piccole Suore Missionarie della Carità hanno ricevuto il compito di portare avanti questo servizio…che è un vero e proprio dono, nelle diverse campagne di Mogpog.

Il giorno 16, inoltre, le PSMC hanno dato inizio anche alle attività del Movimento Laicale Orionino del quartiere dove si trova la comunità. Dopo la celebrazione della Santa Messa, Sr. M. Graciela ha spiegato la proposta di formazione al Carisma che è stata accolta molto bene dai partecipanti, interessati e desiderosi di conoscere in modo più approfondito la figura di Don Orione. Gli incontri proseguiranno il 16 di ogni mese.

30 luglio

 

anteprima1_3007013Dalle PSMC della comunità di Fairview a Manila, ci è giunta la notizia che lo scorso 23 luglio il quartiere di Upper Nawasa, vicino alla comunita delle suore, è stato colpito da piogge torrenziali che hanno causato un’inondazione, (in questo periodo nelle Filippine è il periodo delle piogge).

Il Centro “San Luigi Orione” scelto nella Diocesi e nella Parrocchia come centro di evacuazione in caso di emergenze, è stato subito affollato dalla gente accorsa per cercare aiuto. In tutto sono arrivate 304 persone che sono state accolte al Centro dal pomeriggio del 23, fino al giorno seguente quando hanno potuto fare ritorno nelle loro case una volta cessata l’emergenza. Molti hanno perso le poche cose che possedevano: vestiti, alimenti, mobili.... Le suore hanno cercato di garantire il necessario come: coperte, latte caldo, vestiti... chiedendo anche tra i vicini della comunità. Anche la Commissione Parrocchiale incaricata delle emergenze è intervenuta portando generi di prima necessità. Alcuni volontari hanno aiutato cercando soprattutto di intrattenere i bambini piccoli.

Le suore hanno ringraziato tutti coloro che hanno fornito il loro aiuto, molti dei quali colpiti anch’essi dall’inondazione, dimostrando generosità e solidarietà nel momento del bisogno.

29 luglio

 


Papa Francesco con il giornalista di Globo newsIl programma “Fantastico” di Globo News (portale online di Rede Globo), ha diffuso domenica 28, l’intervista esclusiva concessa da Papa Francesco al reporter Gerson Camaroti; la prima rilasciata ad un giornalista dalla sua elezione. Nel corso dell’intervista il Pontefice ha affrontato alcuni difficili temi come: gli scandali del Vaticano e le sfide della Chiesa cattolica.

Il Papa ha parlato inoltre dell’accoglienza ricevuta durante la Giornata Mondiale della Gioventù, del tema della povertà e dell’ostentazione, della perdita della fede e naturalmente dei giovani.

 

 

Guarda l’intervista esclusiva rilasciata da Papa Francesco

29 luglio

 

anteprima_2907013Due milioni di giovani, ma secondo osservatori indipendenti almeno tre, hanno partecipato alla Veglia di preghiera che si è svolta il 27 luglio a Copacabana, fra canti, preghiere, testimonianze e le parole di Papa Francesco, che ha dato un’autentica “sveglia” alla massa di giovani presenti e a tutti quelli impegnati nella vita della Chiesa universale.

Dopo l’Adorazione Eucaristica, la Veglia di preghiera era uno dei momenti principali della GMG, un momento di straordinaria comunione che ha visto il trionfo del Pontefice, arrivato un’ora prima dell’inizio accolto da abbracci, baci, carezze affettuose e commosse, in un continuo scambio di stima, affetto e fratellanza. La prima parte della Veglia ha visto alcuni preziosi testimoni alternarsi sul palco, per raccontare le proprie esperienze di vita e di fede. Nel frattempo, alcuni attori mimavano il lavoro di un cantiere, la costruzione di una chiesa. Dopo l’esortazione del Papa, si è svolta la processione del Santissimo Sacramento e l’Adorazione Eucaristica. Infine, la Veglia di Papa Francesco.

Siete «atleti di Cristo» ha detto il Papa, che ha chiamato all’azione concreta, sportiva ma fattiva, per diventare «costruttori di una Chiesa più bella e di un mondo migliore» e ha esortato a prendere esempio da «Madre Teresa di Calcutta». Povertà materiale per produrre arricchimento spirituale, vera chiave di volta delle sorti del mondo.

Papa Francesco ha poi celebrato la Santa Messa che ha sancito la conclusione della Giornata Mondiale della Gioventù alla presenza della presidente brasiliana Dilma Rousseff, di quella argentina Cristina Fernandez De Kirchner e dei presidenti di, Bolivia, Uruguay e Paraguay.

 

Il Papa  ha salutato i giovani provenienti da tutto il mondo dando loro appuntamento all'edizione del 2016, quella che avrà luogo in Polonia, a Cracovia, proprio a pochi chilometri dalla cittadina che ha dato i natali a Giovanni Paolo II, colui che creò queste giornate, non prima però di aver ricordato ai giovani la loro importanza nel diffondere amore e bontà in tutto il mondo, di essere parte attiva alla diffusione di questi sentimenti e della religione stessa: “Gesù Cristo conta su di voi. La Chiesa conta su di voi. Il Papa conta su di voi”.

 

Infine il congedo dal Brasile con cui Papa Francesco ha concluso il suo primo viaggio apostolico internazionale. La cerimonia di congedo si è svolta all’aeroporto Galeao della città carioca alla presenza del vicepresidente brasiliano Michel Temer. Il Papa ha ringraziato  in particolare la presidente Rousseff, “per essersi fatta interprete dei sentimenti dell’intero popolo del Brasile verso il Successore di Pietro”,  i vescovi e i loro numerosi collaboratori “per aver reso questi giorni una stupenda celebrazione della nostra feconda e gioiosa fede in Gesù Cristo”. Ha poi ringraziato tutti coloro che hanno preso parte alle celebrazioni dell’Eucaristia e agli altri eventi, a chi li ha organizzati, a quanti hanno lavorato per diffonderli attraverso i media, infine, tutte le persone che in un modo o nell’altro “hanno saputo rispondere alle esigenze di accoglienza e di gestione di un’immensa moltitudine di giovani, e non ultimi i tanti che spesso nel silenzio e nella semplicità hanno pregato perché questa Giornata Mondiale della Gioventù fosse una vera esperienza di crescita nella fede. Che Dio ricompensi tutti, – ha detto il Papa – come solo Lui sa fare!”.

(foto dal sito della GMG: http://www.rio2013.com/it)

26 luglio 

 

il Papa tra la gente della favela di RioPapa Francesco ha fatto visita ieri alla favela di Varginha, dopo  aver ricevuto nella mattinata le chiavi della città dal sindaco di Rio e aver benedetto le bandiere olimpiche nel Palazzo della Città. Nella sua vista alla favela di Varginha, il Papa, come sempre, è stato travolto dall'entusiasmo di bambini e adulti.

Dopo essere salito sulla sua jeep bianca e aver percorso pochi metri è voluto scendere per salutare alcuni bambini, poco dopo si è diretto a piedi verso il quartiere. Alcuni fedeli si sono avvicinati e gli hanno messo una ghirlanda di fiori attorno al collo.

Papa Francesco è quindi entrato in una piccola chiesa intitolata a San Girolamo Emiliani e ha benedetto il nuovo altare. Poi ha fatto visita ad una famiglia, scelta in rappresentanza delle tante che vivono nel quartiere,  e qui si è fermato quasi quindici minuti, salutando le 20 persone che vivono nella piccolissima casa, guidando anche le preghiere del Padre Nostro e dell'Ave Maria.

Parlando dal palco costruito in uno spiazzo della favela, Papa Francesco ha ricordato a tutto il mondo una verità scomoda: agli uomini di oggi occorre garantire non solo decenti condizioni di sopravvivenza, ma anche la dignità, una parola ripetuta più volte. Ai giovani ha detto di  non «abituarsi al male», di non scoraggiarsi mai: “non scoraggiatevi mai, non perdete la fiducia, non lasciate che si spenga la speranza. La realtà può cambiare, l'uomo può cambiare. Cercate voi per primi - ha aggiunto il Papa - di portare il bene, di non abituarvi al male ma di vincerlo…”

Alle 18.00 il Pontefice ha partecipato alla festa di accoglienza dei giovani della GMG sul lungomare di Copacabana a Rio, dove erano presenti più di un milione di ragazzi e prima ancora ha incontrato il gruppo di giovani argentini giunti numerosissimi in Brasile per condividere con lui questo incredibile evento. 

Dal palco di Copacabana Papa Francesco ha ricordato "Prima di venire in Brasile ho incontrato Papa Benedetto e gli ho chiesto di accompagnarci con la preghiera nella GMG; lui mi ha detto che lo avrebbe fatto e che avrebbe seguito alla tv, quindi ora lui ci sta guardando, facciamogli un grande applauso". Parole che testimoniano, ancora una volta, lo speciale rapporto che i "due Papi" sono riusciti a stabilire.

 

25 luglio

 

La croce della GMG durante la Messa di AperturaCon la Santa Messa celebrata nello splendido scenario della spiaggia di Copacabana, dall'arcivescovo di Rio De Janeiro, mons. Joao Orani Tempesta, martedì 23, si è ufficialmente aperta la Giornata Mondiale della Gioventù 2013. Oltre 500mila i giovani intervenuti, nonostante la pioggia che si è abbattuta sulla città provocando il blocco della metropolitana per alcune ore. Scesa la notte, il gigantesco palco bianco sovrastato da una grande croce celeste, si è illuminato con tutti i colori della bandiera brasiliana.

I canti, lo sventolio delle bandiere di tutti i Paesi del mondo e la festa che ha preceduto la solenne celebrazione, hanno lasciato il posto al raccoglimento con l’arrivo della Croce e l’immagine della Vergine della GMG, portate processionalmente dai giovani dei cinque continenti. All’omelia mons. Tempesta, riprendendo il tema della Giornata, ha invitato i giovani ad essere missionari.

Il giorno seguente, mercoledì 24, Papa Francesco ha celebrato nel santuario di Nostra Signora di Aparecida, patrona del Brasile, la prima messa pubblica del suo primo viaggio internazionale, per affidare alla “Madonnina nera”, il buon esito della GMG e la vita del popolo latinoamericano

Il Papa ha ricordato con forza che i giovani sono potenti motori per la Chiesa e la società ed ha esortato a trasmettere loro dei valori non materiali, in modo che essi possano costruire una società più giusta, solidale e fraterna:“Incoraggiamo - ha detto il Pontefice, - la generosità che caratterizza i giovani, accompagniamoli nel diventare protagonisti della costruzione di un mondo migliore: sono un motore potente per la Chiesa e per la società. Non hanno bisogno solo di cose, hanno bisogno soprattutto che siano loro proposti quei valori immateriali che sono il cuore spirituale di un popolo, la memoria di un popolo".

Il Papa ha invitato genitori ed educatori a essere barlumi di speranza per i giovani. Allo stesso tempo, ha esortato i fedeli a farsi sorprendere da Dio.

Dal santuario di Aparecida al “santuario della sofferenza umana”, così il Papa ha definito l’Ospedale San Francesco d’Assisi di Rio de Janeiro, che ha visitato ieri, specializzato nella cura delle dipendenze dall’alcool e dalla droga. Forte la condanna della liberalizzazione della droga, di cui si discute in America Latina, altrettanto forte l’incoraggiamento alla solidarietà con i deboli e con i più poveri.

Presenti alla celebrazione di apertura e alle tappe di ieri del Pontefice, anche i tanti Giovani Orionini che partecipano alla GMG e che in questi giorni prenderanno parte alle varie cerimonie e iniziative previste dal programma stabilito per l’Evento.