e chi lo ferma più


Dalla sua ordinazione, pian piano, Don Orione fa esperienza che questo Dio provvidente è presente negli avvenimenti della storia.

Nella sua mente continuano a nascere nuove idee! Nel 1895 dà vita al periodico La Scintilla e nel 1898 lancia il nuovo settimanale dal titolo L'Opera della Divina Provvidenza. Parte per la Sicilia, invitato da un Vescovo, dove fa sorgere un istituto per ragazzi poveri e una colonia agricola. Un grande ponte era gettato tra il nord e il sud dell'Italia, un abbraccio fraterno che si rivelerà utilissimo nel terremoto di Messina.

Chi può fermare la Provvidenza? L'Opera continua a dilatarsi... piovono da ogni parte nuove richieste!

Il 28 dicembre 1908 una scossa di 37 secondi rade al suolo Messina e Reggio Calabria, devastandone anche le zone circostanti. Don Orione apprende dai giornali la notizia del disastro e decide di recarsi sul luogo ritrovandosi in mezzo a bambini bisognosi di cure, adulti senza più speranza, spogliati di tutto, ormai rassegnati a lasciarsi andare alla deriva.

Nel 1913 l'Opera superò l'Atlantico e pose piede in Brasile con i suoi missionari. Nel 1915 un nuovo terremoto ad Avezzano, nei villaggi della Maiella e della piana del Fucino: tutta la Marsica è sconvolta! Don Orione, naturalmente, accorre ed il suo cuore è tutto rivolto ai ragazzi senza più nessuno. Terminata questa emergenza già premevano alle sue porte altri orfani: l'Italia era entrata in guerra.

Per far fronte sempre meglio alle necessità degli umili, dei piccoli e dei più poveri, assecondando un antico desiderio, nel 1915 Don Orione dà origine alla congregazione delle Piccole Suore Missionarie della Carità, in una borgata di gente molto misera, a Tortona. Egli le vuole mamme dei piccoli, sorelle premurose dei più derelitti, a servizio delle membra doloranti del corpo di Cristo.

Sia il terremoto di Messina che quello della Marsica lo invitano a varcare i confini della sua chiesa locale per fare esperienza di altre chiese particolari. In queste esperienze esprime una puntualità superiore a quella dello Stato; prova una sofferenza unica perché, in parte provocata da fratelli nella fede e nel sacerdozio; ma tutto serve ed è capovolto in bene per chi ama Dio.

Nel suo caso, si sentirà sempre più sacerdote di Cristo e Cristo crocifisso; non per nulla sottolineerà che la sua opera è nata il venerdì di una settimana santa...

Esperienze di questo e di altro genere, come gli incontri con le categorie più svariate di persone, con i santi, con i Papi (ben cinque!), lo plasmano fino a farlo giungere ad una maturità di coscienza che lo fa sentire: uno di vocazione universale.

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